Il tennis italiano si prepara a vivere un finale di stagione ricco di appuntamenti e di grandi aspettative. Dalle Nitto ATP Finals di Torino alla Coppa Davis di Bologna, passando per le ambizioni di Flavio Cobolli e le condizioni fisiche dei protagonisti azzurri, sono numerosi i temi affrontati dal presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, che ha tracciato un bilancio del 2026 e delineato le prossime sfide del movimento nazionale.
Un’annata caratterizzata da risultati di grande prestigio, ma anche da diversi problemi fisici che hanno coinvolto alcuni dei principali protagonisti del tennis italiano, a cominciare da Jannik Sinner e Lorenzo Musetti.
Cobolli sogna Torino: “Una stagione straordinaria”
Uno dei temi più interessanti riguarda Flavio Cobolli, protagonista di una stagione che potrebbe regalargli la prima partecipazione alle ATP Finals. Il romano occupa attualmente la quinta posizione nella Race e si presenta agli ultimi tornei con concrete possibilità di conquistare uno degli otto posti disponibili per Torino.
Un risultato che, secondo Binaghi, rappresenterebbe un’ulteriore conferma della crescita del movimento azzurro.
“Cobolli a Torino? Raccoglie un testimone importante, anche se credo che quello che ha realizzato Jannik Sinner sia una storia a parte”, ha sottolineato il numero uno della FITP.
“Flavio si è reso protagonista di una stagione straordinaria, coronata dalla finale al Roland Garros che forse sarebbe potuta andare anche in modo diverso. Nel caso in cui dovesse qualificarsi sarebbe il quarto giocatore italiano nei sei anni in cui questo torneo si è disputato sul nostro territorio”.
Binaghi ha quindi ricordato come, al momento dell’assegnazione delle Finals all’Italia, la speranza fosse quella di vedere almeno un rappresentante azzurro tra i protagonisti.
“Ne abbiamo avuti già tre, Matteo Berrettini, Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, più Simone Bolelli e Andrea Vavassori nel doppio. Penso che sia una buona fotografia del nostro momento: significa che siamo riusciti a ottenere anche più di quanto speravamo”.
Da Sinner a Musetti, il problema degli infortuni
Se i risultati testimoniano il livello raggiunto dal tennis italiano, la seconda parte del 2026 ha evidenziato anche un aspetto preoccupante: i numerosi infortuni che hanno condizionato il rendimento degli azzurri.
Lo stop di Jannik Sinner per il problema al ginocchio sinistro, le difficoltà muscolari di Lorenzo Musetti e i guai fisici accusati da Jasmine Paolini ed Elisabetta Cocciaretto hanno inevitabilmente complicato il finale di stagione.
“Purtroppo la seconda parte dell’anno è stata tormentata. Sinner, Paolini, Cocciaretto e Musetti sono stati perseguitati dagli infortuni”, ha ammesso Binaghi.
Il presidente federale guarda però con fiducia al recupero dei giocatori in vista del 2027.
“Dopo le Nitto ATP Finals e la Coppa Davis la stagione finirà e ci sarà tempo per recuperare. Speriamo che tutti possano godere di una salute migliore il prossimo anno”.
Al di là delle difficoltà individuali, Binaghi ha evidenziato un elemento fondamentale nella trasformazione del tennis nazionale: non soltanto una maggiore presenza di italiani nel circuito internazionale, ma soprattutto un significativo innalzamento della qualità media.
“Siamo sempre stati parecchi, ma l’aspetto più significativo al giorno d’oggi è che giocano meglio di prima e dunque il livello medio è aumentato”.
Coppa Davis, l’Italia cerca una storica quarta vittoria consecutiva
L’altro grande obiettivo del finale di stagione sarà la Coppa Davis. A Bologna, la nazionale guidata da Filippo Volandri proverà a difendere il titolo e a centrare un’impresa che avrebbe un valore storico: conquistare il trofeo per la quarta edizione consecutiva.
Una sfida particolarmente impegnativa, soprattutto alla luce delle condizioni fisiche di alcuni dei principali candidati alla convocazione.
Binaghi, tuttavia, non nasconde le ambizioni della squadra azzurra e sottolinea la profondità di un movimento capace di offrire numerose alternative al capitano.
“So che Alcaraz ha detto che gli piacerebbe vincere la Coppa del Mondo, ma a chi non farebbe piacere? Noi al momento siamo pieni di acciacchi, ma la panchina è talmente lunga che continua a esserci ampia scelta”.
La scelta dei convocati dipenderà soprattutto dalle indicazioni degli ultimi appuntamenti del calendario.
“Penso che Filippo sceglierà i giocatori che stanno meglio guardando gli ultimi tornei che verranno disputati da qui a Bologna. Vincere la quarta Davis consecutiva sarebbe quasi esagerato, ma ci proveremo”.
Il futuro del tennis italiano: un ATP 250 sull’erba dal 2028
La Federazione, intanto, non guarda soltanto ai risultati sul campo. L’organizzazione dei grandi eventi internazionali continua a rappresentare uno dei pilastri della strategia di sviluppo del tennis italiano.
Accanto alle ATP Finals di Torino e alla Coppa Davis di Bologna, il calendario prevede anche le Next Gen ATP Finals a Reggio Calabria, dedicate ai migliori giovani under 21 del circuito.
Ma il progetto più significativo per i prossimi anni riguarda la nascita di un nuovo torneo ATP 250 sull’erba, previsto nel Nord Italia a partire da giugno 2028.
“Anzitutto dobbiamo allestire questo nuovo ATP 250 sull’erba che si svolgerà in Nord Italia a partire da giugno 2028”, ha spiegato Binaghi.
La realizzazione di campi in erba naturale richiederà un lavoro organizzativo particolarmente complesso e tempi di preparazione adeguati.
Il presidente FITP ha inoltre confermato la volontà di consolidare gli appuntamenti già esistenti, rafforzare gli Internazionali BNL d’Italia e puntare anche sull’organizzazione di grandi manifestazioni dedicate agli atleti con disabilità.
Un programma ambizioso che punta a rendere l’Italia sempre più centrale nel panorama internazionale, non soltanto per i risultati dei suoi campioni, ma anche per la capacità di ospitare eventi di primo piano.
Tennis Club Terranova, Binaghi promuove la crescita del circolo sardo
Nel corso della visita al Tennis Club Terranova, sede del Challenger 125 in programma fino a domenica 18 ottobre, Binaghi ha avuto modo di apprezzare i lavori di ampliamento e ammodernamento della struttura.
“Ho visto dei progressi e delle modifiche sostanziali al club, che credo sia ora il più grande della Sardegna settentrionale per numero di campi”, ha dichiarato.
Il presidente federale ha elogiato anche il percorso di crescita della società organizzatrice, sottolineando l’importanza di sviluppare strutture capaci di accogliere più discipline.
“È quindi giusto che l’impianto si allarghi, così come è positivo che si cominci a parlare di circolo polivalente, in grado di ospitare non solo il tennis su due superfici ma tra poco anche il padel e speriamo in futuro anche il pickleball”.
Un finale di stagione decisivo per il movimento azzurro
Tra la possibile consacrazione di Cobolli alle ATP Finals, la ricerca della quarta Coppa Davis consecutiva e il recupero dei giocatori alle prese con gli infortuni, il tennis italiano si trova davanti a settimane cruciali.
La vera sfida non sarà soltanto continuare a vincere, ma trasformare l’attuale fase di crescita in una realtà duratura, capace di produrre nuovi protagonisti e mantenere l’Italia ai vertici del tennis mondiale.
È proprio questa, al di là dei singoli risultati, la prospettiva che emerge dalle parole di Angelo Binaghi: un movimento che vuole consolidare quanto costruito e continuare ad alzare l’asticella.
