Sarà un round mozzafiato quello che inizia oggi a Jerez: per il terzo anno consecutivo il titolo sarà assegnato nella tappa conclusiva del calendario. La campionessa in carica Maria Herrera (Terra & Vita GRT Yamaha WorldWCR) è in testa alla classifica con 226 punti, 44 in più di Beatriz Neila (Ampito Crescent Yamaha). A Herrera basterà conquistare Gara1 domani per confermarsi la migliore pilota su pista del mondo.
In caso di vittoria, la fuoriclasse nata a Toledo, 30 anni compiuti ad agosto, festeggerà con il team, di cui fa parte Lucrezia Greta Vercelloni, 28 anni, meccanico dal talento e dall’esperienza rari.
Qual è stata la vostra prima impressione reciproca?
MH: “Molto positiva. Mi sono sempre piaciute le persone che lavorano con passione e che non hanno bisogno di dimostrare continuamente le loro capacità. Con il tempo, quella prima impressione è stata confermata: Lucrezia Greta è una donna con molto carattere e un meccanico molto professionale e determinato. Si vede che le piace quello che fa”.
LGV: “L’ho trovata una professionista con la testa sulle spalle e, lavorandoci, l’idea non è cambiata. È concreta e determinata dal punto di vista sportivo e personale”.
Quale qualità hanno le donne, rispetto agli uomini, nelle vostre professioni?
MH: “Non credo esista una qualità che renda le donne o gli uomini migliori. Ogni persona è diversa. Però molte donne che hanno scelto questa strada hanno dovuto lottare un po’ di più per conquistarsi il proprio posto; il risultato sono una grande capacità di sacrificio e una grandissima forza mentale”.
LGV: “Non penso ci siano doti particolari che ci differenzino, l’importante in questo lavoro sono precisione e professionalità”.
Quale pregio vorreste l’una dell’altra? E il difetto?
MH “La tranquillità. Ammiro il suo modo di affrontare le cose. Un difetto? Dovrei chiederglielo!”
LGV: La positività anche nelle situazioni complicate. Il difetto lo so: ogni tanto non legge la tabella!”.
Da bambina chi era il vostro idolo?
MH: “Valentino Rossi. Sono cresciuta guardando le sue gare e sognando di essere un giorno in quello stesso paddock. Ammiro tantissimo anche Dani Pedrosa per il suo stile di guida”.
LGV: “Mio padre e lo è ancora. Non ho un pilota preferito con cui avrei voluto lavorare, ma mi sarebbe piaciuto mettermi alla prova nel Motomondiale degli anni ’90, magari sulle 500 due tempi”.
Cosa sognate di diventare?
MH: “Voglio correre finché potrò. Il mio sogno è sempre stato quello di competere ai massimi livelli e dimostrare di essere lì grazie al mio talento e al mio lavoro. Quando arriverà il momento di scendere dalla moto, mi piacerebbe aiutare altri piloti ad avere delle opportunità che io magari non ho avuto”.
LGV: “Una persona serena”.
Come è nata la vostra passione per le moto? A che età?
MH: “Ho iniziato a 6 anni. Mio padre mi ha portato su una moto e praticamente da quel momento non c’è più stato modo di tornare indietro (ride, ndr). Per me non è mai stata una decisione del tipo “voglio diventare una pilota”, semplicemente era quello che mi piaceva fare di più”.
LGV: “La passione per la meccanica è nata dalla curiosità di sapere come funzionano le cose e dalla passione per le moto trasmessa da mio padre. Le due cose si sono incontrate quando avevo circa 15 anni. Poco dopo, prendendo la mia prima moto, ho iniziato a studiare nell’ambito della meccanica, facendo diversi stage in officina e incontrando a fine 2021 il team con il quale ho potuto lavorare al CIV Super Sport 300 e nel WEC. Ho collaborato anche con un altro team presente nel CIV Junior nel 2023 e sono arrivata nel WorldWCR nel 2024”,
Qual è il vostro desiderio più grande, nel lavoro e nella vita?
MH “Come pilota, continuare a vincere e competere ai massimi livelli. Come donna, che arrivi un giorno in cui una bambina dirà di voler diventare pilota e nessuno le chiederà se sarà in grado perché è donna. Vorrei che chiedessero semplicemente quanto sarebbe disposta a lavorare per riuscirci”.
LGV: “Vedere più donne ricoprire ruoli tecnici nel paddock”.
Tre domande per Maria. Nel 2013 eri in testa al CEV di Moto3, ma non hai avuto l’opportunità di passare in un team ufficiale per il tuo genere. La situazione è migliorata dopo 13 anni?
“Non so, non ho potuto verificarlo perché nessuna ha raggiunto il mio livello nel CEV, vincendo gare. Quello che vedo oggi è che ci sono più donne, più visibilità e più opportunità. Il WorldWCR è stato un passo enorme, ma c’è ancora molto da fare: abbiamo bisogno che le opportunità arrivino prima, fin dalle categorie più piccole, e che una donna possa costruire la propria carriera senza che il suo genere rappresenti una barriera”.
Hai detto che vuoi sostenere le ragazze anche attraverso la Federazione spagnola. Hai già qualche progetto in mente?
“Sì, ho alcune idee, ma sono nella fase iniziale. Mi piacerebbe creare opportunità concrete affinché le ragazze possano iniziare, formarsi e competere, ma anche insegnare loro tutto quello che c’è dietro l’essere pilota: preparazione fisica, mentale, comunicazione, sponsor, per esempio. Credo che la mia esperienza le aiuterebbe a evitare alcuni errori che ho commesso io e, soprattutto, a capire che esistono strade percorribili”.
Una domanda per Lucrezia Greta: nonostante il caldo, la frenesia e la pressione, il tuo make-up in circuito è sempre impeccabile. Ti trucchi per bellezza o il trucco va oltre la bellezza? I tuoi must-have nella trousse?
“Grazie del complimento! Mi trucco per sentirmi ordinata e bene con me stessa. Porto sempre eye-liner e mascara neri waterproof e blush rosso”.
Tra 10 anni come vi immaginate? Cosa starete facendo?
MH: “Spero di essere ancora nel mondo delle moto, avere dei progetti al di fuori delle competizioni e aiutare i giovani piloti. Spero di guardarmi indietro e sentire di aver sfruttato ogni opportunità, di avere lasciato qualcosa di bello in questo sport”.
LGV: “Mi piace l’idea che avrò una mia attività nell’ambito della meccanica”.
Avete un motto?
MH: “Correre o morire. Perché la paura sarà sempre lì; la differenza sta nel decidere se lasciarsi fermare oppure imparare a conviverci e andare avanti”.
LGV: “Se si può aggiustare perché ti arrabbi? Se non si può aggiustare perché ti arrabbi?”.
Se vincete il Mondiale, come festeggerete?
MH: “Probabilmente prima di tutto piangerò, abbraccerò la mia famiglia e tutto il team. Poi bisognerà festeggiare come si deve: dopo tutto il lavoro e tutti i sacrifici, sarà il momento di godersela”.
LGV: “Per scaramanzia preferisco non rispondere!”.
credit fotoWorldWCR/William Joly
