Daiya Ebihara e Li Yanhao sono due giovani atleti, 18 anni, del pattinaggio artistico su ghiaccio. Dal 22 agosto 2026 i loro nomi meritano di essere inseriti in un elenco speciale di “salvatori dello spirito di umanità”. E’ una lista che non riguarda soltanto eventi sportivi, ma comprende in generale fatti e azioni che testimoniano la solidarietà verso altre persone e, ancora più importante, impartiscono una grande lezione ai cosiddetti “adulti” che fanno finta di predicare la pace ma tengono vivo l’odio.
Li Yanhao, cinese che gareggia per la Nuova Zelanda, è secondo nel singolo maschile nella prima tappa del Grand Prix Junior di pattinaggio artistico su ghiaccio che si è svolta a Xian (Cina) la settimana scorsa. Daiya Ebihara, giapponese, è terzo in questa stessa gara. A vincere è un russo, o meglio, un Atleta Individuale Neutrale, secondo la definizione stabilita dal Comitato Olimpico Internazionale, il 17enne Lev Lazarev. Oltre a non aver diritto a essere chiamato “russo”, come gli spetta per principio di nascita, di nazionalità, di famiglia e di essenza umana, Lazarev non può ascoltare il suo inno nazionale sul podio, al momento della premiazione, e non può esibire la bandiera della sua patria. Tutto questo è vietato dal Cio e dalle Federazioni internazionali, in questo caso quella del ghiaccio, l’Isu.
L’AMICIZIA PIU’ FORTE DELLE REGOLE
Quando i tre si schierano sulla pista per le foto, con le medaglie al collo, la scena è paradossale: Lev Lazarev, al centro, ha in mano il pupazzo-mascotte, un panda, che gli è stato dato sul podio insieme alla medaglia; gli altri due, ai suoi lati, innalzano festanti le bandiere di Nuova Zelanda e Giappone. Il contrasto è quanto di più triste e ingiusto si possa vedere in una competizione sportiva, che dovrebbe invece esaltare l’amicizia fra ragazzi di nazioni diverse che giocano e si abbracciano. Ma, a questo punto, proprio quello spirito di naturale fratellanza ha il sopravvento sulle regole stabilite dai burocrati e si vedono i due “sconfitti” che si allontanano dal “vincitore”, vanno in un angolo della pista e lì abbandonano le bandiere per poi tornare indietro, rimettersi nella posizione del podio e abbracciare il russo, non l’Atleta Individuale Neutrale, tutti e tre senza bandiere, pronti di nuovo per le foto, stavolta “vere” e non macchiate dallo “spirito di vendetta” portato avanti dalle autorità sportive mondiali.
NON CI SONO NEMICI
Insieme alle lacrime della ginnasta russa Angelina Melnikova sul podio degli Europei di ginnastica artistica pochi giorni fa, medaglia d’oro senza bandiera e senza inno, è questo lo schiaffo più clamoroso che sia stato dato ai dirigenti di Cio e Federazioni sportive perché dimostra che al di là delle disposizioni ufficiali, dei diktat contrari a qualsiasi principio sportivo, c’è qualcosa che non può essere controllato e imbavagliato da ordini superiori. I due “sconfitti” hanno dimostrato che, per quanto potere si abbia, non è possibile cancellare un’anima, un cuore. Ci avete ordinato di considerare l’atleta russo uno sconosciuto? un fantasma? un nemico? Beh, ce ne infischiamo! Lui è uno di noi, che merita il nostro rispetto e il nostro abbraccio. Sulla pista di ghiaccio di Xian, due ragazzi hanno reso chiara al mondo questa semplice verità. Eccoli là, tutti insieme, un giapponese, un neozelandese e un russo, ma questa non è una barzelletta!
LA RISCOSSA DEGLI INNOCENTI
E su quella stessa pista altre dimostrazioni di sport vero ci sono state, e anche queste, sia pure su un piano esclusivamente “tecnico”, sono andate contro la cultura del “colpire gli innocenti” largamente diffusa negli ultimi anni, sia pure da un solo lato, quello che si contrappone alla Russia, ignorando altre nazioni come Usa e Israele che, in teoria, dovrebbero essere “punite” nella stessa maniera. Ma restiamo ai risultati tecnici. La tappa inaugurale del Grand Prix junior a Xian è stata la prima gara, dopo l’Olimpiade di Milano 2026 (in cui comunque c’erano solo i singoli e non le coppie), alla quale hanno di nuovo potuto partecipare i russi, sia pure senza bandiera e senza inno sul podio. Stessa cosa avverrà con il Grand Prix senior. Unica limitazione imposta ai russi: un solo atleta per gara, anche se questo aspetto non è legato alla guerra fra Russia e Ucraina, ma a un cavillo del regolamento. Il numero di partecipanti per ogni nazione viene deciso in base ai risultati delle stagioni precedenti. I russi non c’erano negli anni passati, quindi ripartono da un solo atleta, come avverrà ai Mondiali assoluti 2027 in Finlandia. Il punto è che la regola ha un motivo tecnico, di merito, se vali di più guadagni più posti, ma i russi non hanno risultati perché sono stati esclusi dalle gare, non perché sono più deboli. Insomma, una stagione in più per regalare due medaglie sicure in ogni gara ad altre nazioni!
IL POKER MALEFICO PER IL RESTO DEL MONDO
E che queste due medaglie in ogni gara siano sicure per chi è meno forte lo si è capito sin da questa prima tappa del Grand Prix. I russi, con un solo atleta per gara, hanno vinto tutte e quattro quelle in programma e con distacchi enormi nei punteggi, a ulteriore dimostrazione di come i risultati dal 2022 a oggi, in ogni categoria e in ogni manifestazione, a cominciare da Mondiali e Olimpiadi, siano stati completamente falsati e che siano stati premiati atleti che, con la Russia in gara, non sarebbero mai saliti sul podio. Nota positiva per l’Italia è il fatto che l’unica gara in cui il distacco fra il russo vincitore e tutti gli altri non sia stato abissale è quella della Danza, con i bravissimi azzurri Zoe Bianchi e Daniel Basile al secondo posto a 12 punti dai russi Mariia Fefelova e Artem Valov, comunque un distacco sensibile, ma non umiliante come nelle altre gare e contro due veri fenomeni. Quindi, è più che lecito aspettarsi belle prove da Bianchi e Basile anche in un futuro da senior.
E VALOV DA’ LEZIONI A CIZERON
Quanto a Fefelova e Valov, il discorso, come per le altre gare del Grand Prix junior, non può essere limitato alla categoria giovanile, perché il significato di quanto visto a Xian va ben oltre. In questo link (https://www.facebook.com/
VERSO IL MONOPOLIO DEL PODIO
Nelle altre gare la differenza tecnica è stata esorbitante, tanto da non poter nemmeno parlare di vera competizione, ma di dominio assoluto dei russi e gli altri a dividersi le briciole. Possiamo poi immaginare quando non ci sarà più soltanto un russo in ogni gara, ma due o anche tre lì dove sarà possibile. I podi saranno monopolizzati e risalterà ancora di più cosa il pattinaggio artistico su ghiaccio si è perso dal 2022 a oggi. Tanto per avere un riferimento preciso, ecco i distacchi fra primo e secondo nelle altre gare junior a Xian.
Singolo uomini: 19.32 punti fra il russo Lev Lazarev (250.21) e il neozelandese Li Yanhao (230.89).
Singolo donne: 23.71 punti fra la russa Sofiia Dzepka (213.28) e la cinese Liu Yuxuan (189.57).
Coppie: 34.32 punti fra i russi Polina Shesheleva/Egor Karnaikhov (191.84) e i cinesi Chen Yuxuan/Dong Yinbo (157.52).
Ma c’è qualcosa di più oltre ai semplici distacchi, visto che qualcuno potrebbe imputarli a scarso valore tecnico degli avversari. Perciò, la reale dimensione delle prove dei giovani russi, a prova di critica negativa e di dubbi, si può avere confrontando prove e punteggi di questi junior con prove e punteggi dei campioni olimpici di Milano 2026, quindi senior, nel singolo Donne e nelle Coppie. Lì ci si rende conto di cosa stia avvenendo e a cosa ci dobbiamo preparare. Qualcuno lo ha già fatto su vari social e forum, qui ne riporto un paio di cifre.
Ovviamente il confronto va fatto nel programma Libero e solo nella parte degli Elements, perché nei Components non ci può essere paragone fra junior e senior, considerata la non completa maturità artistica dei più giovani. Ulteriore avvertenza, nelle Coppie c’è differenza nel numero di Elementi nel programma Libero: 9 negli junior, perché si considera lo sforzo che non può essere eccessivo per il fisico ancora non completamente sviluppato dei più giovani, e 11 per i senior. In questo caso, il confronto è fra i 9 Elementi comuni fra junior e senior.
I “SORPASSI” OLIMPICI
Nelle Donne, si verifica che Dzepka, che realizza un fenomenale quadruplo Toeloop (a Milano 2026 non ci era riuscita per poco la russa Petrosjan, caduta), ottiene un punteggio superiore nel Libero (ma anche nel Corto) alla campionessa olimpica Alisa Lyu e a tutte le altre a eccezione della giapponese Nakai nel Corto col suo triplo Axel. Nel punteggio tecnico del Libero: Zepka 79.37, Lyu 77.74 (nel Corto: Zepka 42.59, Lyu 41.34). Insomma, Zepka è già in grado di garantire un livello tecnico più alto di tutte le più forti senior del mondo (russe senior escluse, ovviamente), quando maturerà anche dal punto di vista artistico (comunque già notevole, più che altro serve vedere quando i giudici glielo riconosceranno completamente) saranno sfracelli, senza considerare che al Grand Prix senior torneranno le russe… senior, appunto, e lì si prevedono altre prodezze.
Infine, nelle Coppie, sempre negli Elements del Libero, Shesheleva/Karnaikhov si avvicinano in maniera impressionante al punteggio dei giapponesi Miura/Kihara a Milano 2026, quando addirittura stabilirono il record mondiale di punti nella sola parte del Libero (ma anche qui con giudici che hanno alzato il punteggio a livelli inverosimili) e vinsero l’oro. A Xian i russi hanno ottenuto 64.08, a Milano i giapponesi 68.19. In prima chiamata a Xian i russi avevano preso 67.21, quindi ad appena 0.98 dal punteggio dei giapponesi a Milano, poi c’è stata una revisione del Lutz, salto che ha preso una penalizzazione per “filo sbagliato” e i russi sono scesi a 64.08, ma il significato tecnico rimane invariato. Due junior, nella parte tecnica, sono arrivati a soli quattro punti dai campioni olimpici!
Il quadro è fin troppo chiaro. Il ritorno dei russi, junior a Xian, senior il 23-25 ottobre in Francia nella prima tappa del Grand Prix maggiore, sconvolgerà il mondo del pattinaggio artistico su ghiaccio, che si era accomodato sugli allori della loro assenza per vincere medaglie immeritate, e dimostrerà quanto questo sport sia stato completamente falsato negli ultimi cinque anni.
