Un bel “vaffa” al termine di una gara non è un’immagine rara. Tante sconfitte, meritate e no, tante beffe dopo aver dominato, oppure un contrasto con un avversario, e alla fine l’atleta si sfoga. Ma lo diventa quando l’invito poco gentile (fatto in inglese: “f..k”, chiaramente comprensibile nella ripresa Tv) arriva dopo una vittoria importante, come quella della canadese Summer McIntosh nei 200 farfalla ai Mondiali di nuoto in svolgimento a Singapore.
E, per di più, con un tempo che è il secondo di sempre in questa gara. Ma il problema è proprio questo. Per McIntosh, che non ha avversarie in grado di competere con lei in questa gara, e nemmeno in altre, il punto non era quello di vincere questi 200 farfalla, ma di battere il record mondiale della specialità, 2’01”81, che appartiene a una cinese e risale al 21 ottobre 2009, un’eternità. Non ci è riuscita, per pochissimo, ha vinto in 2’01”99, appena 18 centesimi in più, e subito dopo la vittoria, intervistata dallo speaker ufficiale, è apparsa decisamente contrariata. E infatti non lo nasconde, non sorride mai durante l’intervista e dice: “Io e il mio allenatore puntavamo al record mondiale, è quello per cui mi sono allenata. Nel vedere quanto ci sono andata vicino sento un po’ di frustrazione. Beh, in fin dei conti ho realizzato il mio miglior tempo personale”. E provare a consolarsi dicendo che ha ottenuto il personale, come se si potesse paragonare a battere un record mondiale che dura da ben 16 anni, fa capire quanto McIntosh stia rosicando.
Ma cos’ha di tanto speciale questo record da suscitare questa reazione da parte della McIntosh? E, per dirla tutta, non è solo la frustrazione della canadese a diventare una notizia, ma lo è una serie di “sentenze” emesse da più parti: giornalisti, titolari di podcast, allenatori, atleti, dirigenti, in generale personaggi del mondo del nuoto. E la tesi è questa: il record di Liu Zige è misterioso perché i mezzi di informazione si erano disinteressati della gara nazionale cinese in cui questo fu stabilito, che non esiste alcun video di quella gara, né di tv ufficiali, né fatto con riprese amatoriali. Quindi, si fa capire senza dirlo esplicitamente, il record femminile dei 200 farfalla non ha le garanzie necessarie per essere considerato vero. Si aspetta perciò che venga battuto per non parlarne mai più e far finta che non sia mai esistito. A Singapore la McIntosh, però, non ci è riuscita, sia pure per pochissimo, e si va avanti ancora con la storiella del “record misterioso”.
Ma le cose stanno davvero in questo modo? Possibile che un record del mondo sia stato stabilito in quel modo, senza testimoni, senza riprese televisive, senza uno straccio di normalità regolamentare? E in effetti, le cose non stanno così, perché quella che è stata alimentata in tutti questi anni, dal 2009 a oggi, è una favola che anche nel mondo della fantasia verrebbe smontata in pochi secondi, tanto assurda e fuori dalla realtà appare se si va a verificarla seriamente. Cosa che facciamo adesso.
Cominciamo dai riferimenti storici. Nel 2008 e 2009 furono stabiliti record del mondo in numero spropositato rispetto a qualsiasi altra epoca del nuoto. Il motivo stava nel materiale usato, il poliuretano, che riduceva l’attrito in acqua e aumentava la galleggiabilità. L’impatto fu così devastante che la Federazione internazionale del nuoto li proibì dal 2010. Ma il pasticcio era stato fatto e i record non potevano essere annullati. All’Olimpiade di Pechino 2008 ne furono stabiliti 36, ai Mondiali di Roma 2009 ancora di più, 43. Poco alla volta, dopo il divieto dei “costumoni”, come furono chiamati quelli in poliuretano, quei record furono battuti. Ma non tutti. A tutt’oggi, ne sono rimasti ancora 7, dei quali 6 sono maschili e uno solo femminile, quello dei 200 farfalla di Liu Zige appunto.
Quelli maschili sono: 50 stile libero, 20”91 del brasiliano Cesar Cielo Filho, il 18 dicembre 2009 a San Paolo (Brasile); 200 metri stile libero, 1’42”00 del tedesco Paul Biedermann il 28 luglio 2009 a Roma; 800 metri stile libero, 7’32”12 del cinese Zhang Lin, il 29 luglio 2009 a Roma; 200 metri dorso, 1’51”92 dello statunitense Aaron Peirsol il 31 luglio 2009 a Roma; staffetta 4×100 stile libero, 3’08”24 degli Stati Uniti (Phelps, Weber-Gale, Jones, Lezak) l’11 agosto 2008 a Pechino (Cina); staffetta 4×200 stile libero, 6’58”55 degli Stati Uniti (Phelps, Berens, Walters, Lochte) il 31 luglio 2008 a Roma.
Il fatto di essere rimasto l’unico record di quell’epoca ancora in vigore fra le donne lo mette in una luce particolare. E allora è meglio che questa luce sia chiara e netta. Cominciamo dalla gara, che viene indicata genericamente come Giochi nazionali cinesi, senza precisare che tipo di manifestazione sia, tanto da generare confusione, come se si trattasse di una normale gara nazionale, quindi “locale”, con tutte le considerazioni che possono generare “sospetti” sul suo reale valore e, soprattutto, sulla sua attendibilità tecnica e regolamentare.
Anche se fuori dalla Cina questi Giochi Nazionali non sono molto conosciuti, in realtà sono, per i cinesi, la gara più importante dopo le Olimpiadi, in molti casi anche più importante dei Mondiali stessi. I Giochi Nazionali si svolgono ogni quattro anni, in quello seguente alle Olimpiadi, e vengono considerati dai cinesi come le loro Olimpiadi nazionali. In queste gare, gli atleti non rappresentano le società per cui sono tesserati, ma le Province (che sono 22), le Regioni autonome (5) o le Municipalità (4) in cui sono nati. Va chiarito che ogni Provincia cinese e ogni Regione autonoma sono come uno Stato di altre parti del mondo, con popolazione che va dai 3-4 milioni (in effetti, pochi casi) ai 100 milioni (come, per esempio, quelle di Guangzhou, Shandong e Sichuan), e le altre con una media di 50 milioni. Le Municipalità sono le quattro grandi città con governo locale autonomo: Pechino con 20 milioni di abitanti, Shanghai con 25, Chongqing con 35, Tianjin con 18. Inoltre, a differenza dei Campionati Nazionali che si svolgono ogni anno per ciascuno sport (e che non si disputano nell’anno dei Giochi Nazionali), a questi Giochi partecipano anche Hong Kong e Macao, che sono tornati sotto la sovranità cinese rispettivamente nel 1997 e 1999. Quando si fa il paragone con le vere Olimpiadi, perciò, non si esagera per niente.
Altra connessione con le Olimpiadi, e motivo per cui questa manifestazione si fa nell’anno successivo ai Giochi, è che la classifica generale delle squadre partecipanti (Province, Regioni, Municipalità, Hong Kong e Macao) parte già con le medaglie assegnate alle Olimpiadi l’anno prima. Funziona così: se un atleta vince una medaglia olimpica, ai Giochi Nazionali l’anno dopo il suo oro, argento o bronzo va a far parte del medagliere della Provincia in cui è nato e per la quale gareggia. Così, i Giochi Nazionali partono, per esempio, con lo Shandong che ha già 5 ori, 6 argenti e 3 bronzi, cui si aggiungono i podi che si conquistano in queste gare. E la sfida è sentita in maniera esagerata fra le varie Province.
Ma a dare ancora di più la dimensione di questi Giochi Nazionali sono le cifre. A novembre di quest’anno, dal 9 al 21, si terrà la quindicesima edizione dei Giochi, la cui organizzazione è stata assegnata alla Provincia del Guangdong (o Canton come è conosciuta in occidente), con gare anche a Hong Kong e Macao. Gli sport in programma sono 34, con 419 specialità. Gli atleti partecipanti saranno circa 15.000. Previste anche gare amatoriali e popolari, con 23 discipline, 166 specialità, 11.000 atleti.
Tutto questo dà l’idea dell’enormità dei Giochi Nazionali Cinesi, che sono la più grande manifestazione sportiva, dopo le Olimpiadi, organizzata in qualsiasi Paese del mondo. E a tutte le cifre su sport e atleti si devono aggiungere quelle riguardanti le persone che devono garantire lo svolgimento delle gare, sia dal punto di vista organizzativo, sia, e qui arriviamo al nocciolo del discorso, da quello regolamentare, con un numero grandissimo di arbitri e giudici, a cominciare da quelli cinesi con la qualifica di “Internazionale” che svolgono le funzioni principali, per passare a quelli con qualifica di “Nazionali”. Insomma, non ci sono arbitri o giudici “locali” che possono dirigere queste gare.
Infine, a differenza dei Campionati Nazionali Cinesi dei vari sport, per i quali non vengono concessi accrediti stampa ai giornalisti e agli operatori stranieri, ai Giochi Nazionali la stampa estera, di ogni mezzo di informazione, è ammessa. Perciò, come è possibile verificare, a ogni edizione dei Giochi ci sono tantissimi giornalisti non cinesi, a cominciare da me che sto scrivendo. Ho partecipato con l’accredito stampa ai Giochi Nazionali Cinesi 1997 (Shanghai), 2001 (Guangzhou), 2005 (Nanjing), 2009 Jinan), 2013 (Shenyang) e 2017 (Tianjin), saltando quelli del 2021 a causa del Covid perché le frontiere della Cina erano ancora chiuse. E le gare dei Giochi, in particolare quelle di sport come atletica e nuoto, vengono trasmesse in diretta Tv in molti Paesi asiatici e, ovviamente, ne rimane traccia.
Come si fa a dire, allora, che i mezzi di informazione si disinteressano di questi Giochi e, in particolare per la gara del record di Liu Zige, quando invece le tribune stampa delle gare sono piene di giornalisti stranieri? Forse sono i mezzi di informazione occidentali che se ne disinteressano, ma questo è un problema loro.
Tutto questo per far notare che quando Liu Zige, quel 21 ottobre 2009, stabilì il record dei 200 farfalla tuttora imbattuto, a guardare la gara c’era un impianto pieno di spettatori, tribuna stampa con tanti giornalisti stranieri, Tv cinesi e straniere a riprenderla. E in quella tribuna stampa c’ero io. Quel record, quindi, non ha alcunché di misterioso e continuare a gettare dubbi su quella prestazione è semplicemente scorretto.
Ma c’è ancora un altro punto da chiarire, l’ultimo. Si dice ancora oggi che di quella gara non esista neanche un filmato, che sia ufficiale, professionale, amatoriale o quant’altro. E allora, piccola premessa: ma se si ha davvero questa convinzione, perché non si va a controllare in internet se c’è o no il video di quella gara? Ci vuole tanto? Lo saprebbe fare anche un ragazzino di 10 anni, e magari anche più piccolo. Basterebbe questa osservazione per capire che se qualcuno mette in dubbio l’esistenza del video non lo fa a ragione veduta.
E dopo la piccola premessa, la conclusione. Almeno un filmato esiste eccome. Su youtube c’è il video con la registrazione della diretta tv dell’epoca, su una rete cinese. Ecco il link, così ognuno può controllare per conto suo.
Prima o poi, quel record sarà battuto, quasi sicuramente proprio dalla canadese Summer McIntosh, ma che almeno si riconosca la verità e si rispettino gli atleti che hanno ottenuto risultati “veri”.
Gennaro Bozza (foto tratta da gazzetta.it)
