Questa volta Sinner ha scelto di non giocare. Il problema fisico lo ha convinto a fermarsi e a chiudere in anticipo questo 2026. Una decisione difficile per un giocatore abituato a essere sempre protagonista, forse però necessaria per guardare più lontano, perché l’enigma non dovrebbe essere soltanto quando tornerà, ma soprattutto come tornerà. Nel frattempo il tennis andrà avanti senza di lui. Il ranking cambierà, gli avversari avranno l’occasione di avvicinarsi e la lotta per il vertice si farà ancora più interessante. Alcaraz continuerà a essere uno dei riferimenti del circuito e Zverev avrà la possibilità di guadagnare terreno nella corsa al numero uno.
Per Sinner significherà perdere qualcosa che fino a poco tempo fa sembrava quasi intoccabile. Il ranking si può recuperare, il corpo molto meno. È qui che la storia di Sinner può diventare qualcosa di più di un semplice racconto di un infortunio.
Perdere mesi per guadagnare anni
Fermarsi significa rinunciare a tornei, punti, vittorie e soprattutto alla possibilità di difendere il proprio posto in cima al tennis mondiale. Significa però anche avere qualcosa che durante una stagione normale un giocatore non possiede quasi mai: tempo. Tempo per recuperare, per allenarsi senza la pressione della partita successiva, per capire cosa non ha funzionato e per preparare il ritorno senza dover dimostrare qualcosa ogni settimana.
Sinner sta quindi facendo una scommessa sul futuro: accettare di perdere una parte del presente per provare a costruire una carriera ancora più lunga e solida. È una scelta meno spettacolare di una vittoria in finale, ma potrebbe essere molto più importante di quanto sembri.
La lezione di Federer e di Nadal
C’è un precedente che aiuta a guardare questa storia con meno paura. Nel 2016 Roger Federer fu costretto a fermarsi per un problema al ginocchio e chiuse la stagione in anticipo. Dopo mesi lontano dal campo, tornò nel 2017 vincendo gli Australian Open. Federer conquistò subito uno Slam, battendo Nadal in finale, ma la cosa più interessante non fu soltanto il risultato. Il campione tornò con un tennis diverso: più aggressivo, più rapido nella ricerca del punto e più attento alla gestione delle energie. Lo stop gli aveva tolto mesi, ma gli aveva anche dato la possibilità di lavorare su una versione diversa del suo gioco. Non è detto che Sinner debba fare la stessa cosa, ma il precedente dice qualcosa di importante: un’assenza non deve per forza indebolire un campione, può anche permettergli di cambiare.
La storia di Rafael Nadal è ancora più ricca di stop e ritorni. Nel 2021, dopo i problemi al piede sinistro, il maiorchino fu costretto a chiudere in anticipo la stagione. Il rientro arrivò nel 2022 e fu subito vincente: Nadal conquistò gli Australian Open, battendo Daniil Medvedev in finale dopo una rimonta di cinque set. La storia di Federer e Nadal non garantisce un ritorno trionfante di Sinner, ma dimostra che uno stop non deve essere necessariamente considerato la fine di qualcosa, a volte può essere l’inizio di una nuova fase.
Il corpo, il vero avversario di Sinner
Quando Sinner tornerà, nel 2027, tutti guarderanno immediatamente ai risultati. Vincerà? Perderà? Alcaraz sarà davanti? Zverev avrà approfittato della sua assenza? Sono domande inevitabili, ma bisognerà aspettare prima di dare giudizi. Sinner potrebbe aver bisogno di qualche torneo per ritrovare il ritmo, potrebbe perdere partite che prima avrebbe vinto, potrebbe decidere di giocare meno all’inizio. Tutto ciò sarebbe normale. La sua prima vittoria potrebbe non essere necessariamente un trofeo, ma tornare in campo senza paura del proprio corpo. Se riuscirà a giocare con continuità, tutto il resto potrà arrivare.
La speranza per il futuro
Fermarsi può sembrare quasi una sconfitta, ma in realtà non lo è. Sinner dovrà utilizzare questi mesi per recuperare e lo stop potrebbe trasformarsi in un investimento sul futuro, potrebbe tornare più consapevole dei propri limiti e più attento alla gestione della stagione. Jannik, in realtà, una situazione difficile l’ha già vissuta sulla propria pelle, nel 2025. Dopo tre mesi di sospensione legati alla vicenda Clostebol, è tornato in campo e ha dimostrato subito di essere competitivo ai massimi livelli, raggiungendo la finale del Roland Garros, persa contro Carlos Alcaraz. Poco dopo è riuscito a conquistare Wimbledon. Una risposta arrivata sul campo, senza aver bisogno di mesi per ritrovare il suo miglior tennis.
Questa volta, però, la questione è diversa. Lo stop è legato al suo fisico e non ci sono certezze su quello che succederà al rientro. Nel frattempo il tennis continuerà a correre e proprio Alcaraz, il suo grande rivale, ha voluto mandargli un messaggio di incoraggiamento in questo momento difficile, pronunciando parole molto amichevoli: “Amico, tornerai più forte di prima, testa alta. Ti auguro di recuperare velocemente ”. Un gesto che racconta anche l’altro lato della loro rivalità: due giocatori che si contendono il vertice del tennis mondiale, ma che hanno costruito nel tempo un rapporto di rispetto.
Per Sinner, quindi, il 2027 non sarà soltanto l’anno del rientro in campo, ma quello in cui dovrà dimostrare il suo talento per tornare al top.
Francesco Ceraglia
