dalla nostra inviata a Grenoble
Indossare la maglia azzurra, per una rugbista italiana, non è mai solo una questione di talento o di una convocazione arrivata per posta: è il punto d’arrivo di un percorso fatto di sveglie all’alba, allenamenti rubati al lavoro o allo studio e una determinazione che spesso deve colmare il gap di strutture che altre nazioni, come la Francia, danno per scontate. Di questo Fabio Roselli è profondamente consapevole, e il tono della sua voce mentre in conferenza stampa spiega la rosa scelta per il debutto al Sei Nazioni 2026 a Grenoble si fa più deciso, intriso di orgoglio: “Da noi non c’è ancora una piena consapevolezza dei sacrifici che queste ragazze affrontano quotidianamente – spiega il CT – partono da più lontano rispetto ad altre realtà, ma a loro non importa. Danno il massimo, sempre”. È questa l’essenza dell’Italia che si presenta allo Stade des Alpes: una squadra che non cerca scuse, ma opportunità.
La formazione scelta per affrontare le “Bleues” è un mix studiato di esperienza internazionale e freschezza “sfrontata”. In cabina di regia, Roselli ha optato per una gestione strategica delle energie: Alia Bitonci e Veronica Madia partiranno dal primo minuto per dare un’impronta precisa alla prima parte di gara, mentre la coppia composta dall’infaticabile Sofia Stefan (che con i suoi 101 caps è l’anima veterana del gruppo) ed Emma Stevanin è pronta a subentrare nella ripresa.
La sfida si preannuncia durissima, ma la filosofia del gruppo è chiara: affrontare subito le più forti per capire chi si è davvero. Una mentalità condivisa da Gaia Maris, che non nasconde il desiderio di rivincita dopo l’ultimo Sei Nazioni: “Ci rode ancora quel risultato. Mi piacerebbe che emergesse tutto il lavoro che facciamo, sia in Italia che all’estero, per essere qui oggi”. È un grido di battaglia che risuona anche nelle parole di chi ha lottato contro la sfortuna, come Gaia Dosi, che ha superato un infortunio al metatarso con una grinta ereditata dalla sua mentore Giada Franco, o della giovane Chiara Cheli, pronta all’esordio assoluto: “Il salto dall’Under 20 si sente, ma siamo preparate. La nostra forza è l’imprevedibilità: nelle difficoltà troviamo sempre una soluzione”.
Il piano tattico di Roselli parte da una difesa curata nei dettagli in allenamento e da una gestione dei calci ai pali – storicamente un punto critico – che ora vede la responsabilità divisa tra Francesca Granzotto, Alyssa D’Incà e Gaia Buso. L’obiettivo è raggiungere un’efficacia internazionale che permetta di capitalizzare ogni minima occasione.
In campo scenderà una mischia solida guidata dalla capitana Elisa Giordano e dalla potenza di Silvia Turani, supportate da un reparto arretrato dove il talento di Vittoria Ostuni Minuzzi e la velocità di Aura Muzzo dovranno infiammare il gioco.
Giocare in Francia, dove il rugby è “cultura che respiri ovunque”, non spaventa le Azzurre, ma funge da stimolo elettrizzante. Come sottolinea Roselli, la differenza la farà il campo e chi saprà uscire meglio dai momenti difficili, senza snaturare il “brand” del gioco italiano, fatto di coraggio e imprevedibilità.
Queste ragazze non scendono in campo solo per un risultato, ma per onorare ogni singolo sacrificio fatto nell’ombra, portando la propria personalità sotto le luci di Grenoble.
Diretta tv alle 13.25 di sabato 11 aprile garantita da Sky Italia (in diretta su Sky Sport Arena e in streaming su Sky GO e Now TV) e France TV.
TIFOSI SPECIALI
Un sedicesimo uomo molto speciale è già sceso intanto in campo. Sono i bambini della quinta A di Padova, dove Giordana Duca, seconda linea azzurra, è insegnante di sostegno. “Prima di partire – racconta- mi hanno fatto un regalo: un cartellone in cui ognuno ha disegnato qualcosa e scritto una dedica. Molti hanno aggiunto “Forza maestra Giordana”, oppure “Vinci per la quinta A” e “Ce la farai, noi siamo con te”. È stato un momento molto forte, mi sono emozionata fino alle lacrime. Non me lo aspettavo. È successo durante una lezione: mi avevano detto che una bambina doveva spostarsi da un’altra maestra e io, tranquillamente, avevo dato l’ok. Poi, quando stavo per andare via, una collega mi ha chiesto di restare ancora un attimo. Mi sono girata e ho visto la bambina con il cartellone in mano. Subito dopo mi hanno letto anche una letterina, con parole di incoraggiamento davvero toccanti”. Con tifosi come questi, dove credono di andare le nostre avversarie?

La rosa azzurra per la Francia
1. Silvia TURANI (Harlequins, 47 caps), 2 Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova, 41 caps), 3 Alessia PILANI (Stade Bordelais Rugby, 9 caps), 4. Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno, 67 caps), 5. Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 60 caps), 6. Francesca SGORBINI (ASM Clermont Rugby, 37 caps), 7. Alissa RANUCCINI (LOU Rugby, 18 caps), 8. Elisa GIORDANO (Capitana, Valsugana Rugby Padova, 78 caps), 9. Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, 10 caps),10. Veronica MADIA (Blagnac Rugby, 60 caps), 11. Francesca GRANZOTTO (Exeter Chiefs, 24 caps), 12. Sara MANNINI (Rugby Colorno, 12 caps), 13. Alyssa D’INCÀ (Blagnac Rugby, 35 caps), 14. Aura MUZZO (LOU Rugby, 58 caps), 15. Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova, 44 caps)
A disposizione: 16. Chiara CHELI (Rugby Colorno, esordiente), 17. Gaia MARIS (Valsugana Rugby Padova, 42 caps), 18. Vittoria ZANETTE (LOU Rugby, 2 caps), 19. Elettra COSTANTINI (Valsugana Rugby Padova, esordiente), 20. Beatrice VERONESE (RCTPM Toulon, 31 caps), 21. Sofia STEFAN (RCTPM Toulon, 101 caps), 22. Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova, 27 caps) e 23. Gaia BUSO (Villorba Rugby, 4 caps).
