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Sport di contatto

Quattro amici al bar, anzi in mischia: come nasce un business

Da Benedetta Borsani 15/04/2024

Come trasferire lo spirito di squadra e il sacrificio dal campo di rugby al lavoro: l'esempio dei compagni di squadra dell'ASR Milano

Avete mai pensato ad un’impresa come ad una squadra di rugby? A Milano accade: l’idea è nata durante il Covid ad alcuni ex ragazzi biancorossi dell’ASR, Stefano, Mauro, Sergio, Max e Andrea. Quel periodo che in tanti ha scatenato più un senso di paura e incertezza, in loro ha invece rafforzato lo spirito di squadra e il senso di appartenenza che solo lo spogliatoio sa creare. E così da quella che all’inizio poteva sembrare una “boutade” durante il tempo “libero” del lockdown hanno gettato le basi per un’idea imprenditoriale oggi in espansione, The Better Lab, oltretutto in un settore che di maschile sembrerebbe non avere nulla e che tanto appare lontano dalla mascolinità legata all’idea che questo sport di combattimento istintivamente evoca. Ma per giocare il quale non servono solo i muscoli, serve la testa. E questo è la base di ogni progetto imprenditoriale destinato ad avere successo.
Ne parliamo con il capitano, Mauro. Ma andiamo con ordine.
 
Com’è nata la vostra impresa?
L’impresa è nata da uno spunto di Stefano che desiderava da tempo dare un seguito all’amicizia creata in campo per trasportarla anche nel lavoro. Ho letto un suo post scritto durante il Covid e ho contattato sia lui che Sergio: la mia attività era già avviata, ma aveva bisogno di “sostegno” (e questo è un altro elemento caratterizzante del rugby – ndr)  finanziario. Il prodotto e il modello di business sono stati capiti e apprezzati e così abbiamo creato The Better Lab srl.
Di cosa si tratta?
Il nostro è un business B2B e il nostro target sono i centri estetici e le spa. Proponiamo 3 assi diversi partendo da Professional Waxmode, un nostro marchio di cera brasiliana per epilazione, una cera win win che soddisfa sia la cliente che l’estetista. Il secondo asset è quello delle apparecchiature estetiche; il terzo è quello degli arredi dove siamo distributori ufficiali di un brand leader di mercato. Ovviamente i nostri clienti vengono seguiti con assistenza e formazione tecnica erogate da Beauty Specialist interne all’azienda e a disposizione delle varie esigenze dei centri estetici di tutta Italia.

L’amicizia nel rugby quanto ha inciso nel formare il vostro gruppo imprenditoriale?
Nelle società spesso la preoccupazione maggiore è la fiducia nei soci e la nostra conoscenza profonda sul campo è stata determinante. Abbiamo già vissuto insieme situazioni stressanti, dove abbiamo dovuto dimostrare il nostro livello di tenacia, generosità e coraggio. Sapevamo già di poter contare su ognuno di noi e così è stato. È una sensazione bellissima, che dovrebbe essere la guida da seguire per un mondo migliore.
Ci sono affinità tra l’impostazione di una partita e nella gestione dell’impresa?
Si assolutamente. Si stabilisce una strategia comune e tutti, in base al loro ruoli, devono rispettarla per arrivare al successo. L’individualità, anche se eccelsa, non è garanzia di successo. Proprio come in campo.
L’essere allenati al sacrificio vi ha aiutati, vi aiuta?
Anche questo aspetto è una criticità alla quale eravamo preparati. La nascita di un’azienda , in special modo oggi, è un’impresa eroica. La paura è il più grosso limite. Il sacrificio però non deve prevaricare altri aspetti come la realizzazione del risultato, ma anche a questo siamo allenati.
In che ruoli giocavate e quanto di essi oggi ritrovate riflessi, oppure no, nei rispettivi ruoli aziendali? In fondo non c’è un allenatore, o sì?
Non a caso in azienda c’è una prima linea completa e poi nei 3/4 uomini in regia e capaci di aprire varchi nella difesa.Ci sentiamo solidi e uniti per segnare con eleganza e classe. Un allenatore/giocatore c’è, sono io, chiamato ironicamente Il Direttore.
Come gestite eventuali crisi aziendali o liti tra soci?
Finora non abbiamo dovuto affrontare questa esigenza, ma sono sicuro che lo faremo per come abbiamo imparato nello spogliatoio. Abbracciati.
Qual è l’insegnamento che si può trarre dal vostro “caso”, esempio?
Forse a tutti noi piacerebbe essere visti, da chi vuole osservare ed imparare, come un gruppo di amici che dimostrano lealtà e rispetto reciproco, dove le capacità individuali sono messe a disposizione del gruppo per raggiungere risultati che singolarmente risultano difficili.
Tags: #ASR Milano, rugby

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Nota sull’autore: Benedetta Borsani

Sempre in cerca di nuove avventure nasco come giornalista – professionista dal 2015 – e nel tempo mi specializzo anche come fotografa, reporter, videomaker con una passione per gli sport, specie quelli cosiddetti minori. Curiosissima, mi piace autodefinirmi una “news hunter” affamata di storie da raccontare.

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