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Sport, Tennis

Dalla selva dei Challenger ai quarti del Foro Italico. Tripla Z, il primo cinese in tutto

Da Ruggero Canevazzi 15/05/2024

Zhang Zhizen si fa strada nella foresta oscura dei Challenger, con una laurea in mano e una tempra da viet cong, arrivando come protagonista al Foro Italico

con la nostra inviata a Roma – Marta Magni

Un challenger di molti anni fa. A fari spenti e testa bassa, si fa strada un cinese atipico, uno spilungone di 1 m e 93. Ha la tempra di un cinese e la statura da vichingo, gioca un gran torneo. Al termine, felice come un bambino con un giocattolo nuovo passa alla cassa, ricevendo la somma in denaro che gli spetta. Zhizhen (lo chiameremo sempre o Zhang o Zhizhen, come capita, perché non abbiamo mai imparato a distinguere tra gli equivalenti cinese di nome e cognome, sin dai tempi di Li Na, o Na Li…) può finalmente rientrare delle spese sostenute per far fronte al suo allenatore, ai fisioterapisti e agli incordatori.

UN GRANDE RISULTATO, FORSE…
Date a un cinese una calcolatrice e in un attimo avrete il reddito netto tra incasso e costi: due euro, un bel Dante (il sommo poeta sulle monete da 2 euro), faticosamente guadagnato. Zhang comincia a giocare con altri due euro che ha in tasca, li fa vibrare in aria, a metà tra l’incredulo e l’ironico, mentre il pubblico lo acclama a gran voce. Che gran giornata Zhizhen! Un episodio che la dice lunga sulla carriera del tennista medio, che si barcamena fuori dai primi 100 del mondo, facendosi strada con un machete gigante nella selva oscura dei Challenger, lottando per la sopravvivenza. Così capitano anche episodi come questo, che portano al tennista medio un giorno di gloria e un guadagno risibile.

BUON SANGUE NON MENTE
Appassionato di E-games, da buon cittadino di Shanghai, ha un soprannome, “ZZZ”. Un modo pratico e “cool”, dice lui, per farsi chiamare: “Tutti gli stranieri fanno fatica a dire il mio nome, così ZZZ, le tre iniziali dei miei nomi, sono perfetti. Tra l’altro mi piace pure dormire, ZZZ è perfetto”.
ZZZ, è figlio d’arte: il padre WeiHua è stato un calciatore, difensore dello Shanghai ShenHua, mentre la mamma, Oin Wei, è stata una tiratrice di tiro al piattello. Cresciuto tennisticamente nella accademia europea di Ivan Ljubicic, è anche laureato in Gestione delle Risorse umane, tanto per non farsi mancare nulla.

LE PRIME VOLTE
Zhang, onesto cinese di Shanghai e fino a poco tempo fuori dai primi 100 de mondo, è facile immaginarselo in trincea, inarrestabile passo dopo passo, ma non è un tennista medio. È stato il primo cinese in assoluto a entrare nei primi 100 ATP nell’ottobre 2022 e soprattutto nei primi 50 lo scorso gennaio, per poi raggiungere il best ranking il mese dopo, al n.46. È il primo cinese ad aver raggiunto i quarti di finale di un torneo ATP su tutte le superfici e il primo a centrare il tabellone principale di tutti gli Slam – a testimonianza di un tennis completo – e il primo cinese a battere uno dei primi 5 del mondo, con la vittoria contro Casper Ruud allora n.5 agli ultimi US Open, dove ha raggiunto il terzo turno

LA SCALATA IN CLASSIFICA
Detta così sembra quasi facile, quasi automatico. Invece il prode non ha avuto uno sconto che sia uno dalla vita e quel curioso momento in un vecchio challenger lo rappresenta al meglio. Non fu una fatica sprecata, ma un arricchimento personale e professionale (anche se forse è meglio non parlare direttamente con lui di arricchimento…). Con i grandi risultati che sta raggiungendo, è virtualmente il n.42 del mondo. Oggi non ha vinto contro Alejandro Tabilo, l’accesso alla prima semifinale di un Master1000 in carriera è rimandato. Ma è questione di poco. Abituato al fango e alla guerra di trincea, cosa volete che sia un velluto come la terra rossa?

Tags: #InternazionaliBnldItalia, tennis

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Nota sull’autore: Ruggero Canevazzi

Giornalista pubblicista e ingegnere. Grande appassionato e conoscitore di tennis, calcio e rugby, amante della boxe, ha praticato hockey su prato a livello agonistico in tenera età e poi ha seguito per SportSenators il Sei Nazioni con Italia-Francia 2019, Italia-Galles 2023, Italia-Inghilterra 2026, oltre al test-match Italia-Australia 2025, dopo molte altre partite della Nazionale di rugby sempre nel Sei Nazioni e Irlanda-Italia alla World Cup 2015. Per il tennis ha seguito per Ubitennis due US Open (2015 e 2016), due Roland Garros (2017 e 2018), due ATP di Montecarlo (2014 e 2016), due turni di Fed Cup (Italia-Slovacchia a Forlì 2017 e Italia-Belgio a Genova 2018), l'ATP tedesco di Halle nel 2019 e nel 2023, le ATP Finals di Londra 2019. Per SportSenators è stato inviato a Wimbledon 2022 e agli Internazionali d'Italia a Roma del 2024. Autore di circa 350 articoli.

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