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Calcio

Asso di Bastoni, l’analisi di Roberto Beccantini dopo quello che è successo al derby d’Italia

Da Roberto Beccantini 16/02/2026

Questa, poi. E proprio la sera di San Valentino. E proprio nella pancia di Inter-Juventus, madre di tutte le polveriere. Era il 42’: La Penna s’inventa il secondo giallo di Kalulu (complice lo svenimento di Bastoni), Madama in dieci. Gioco, partita, incontro. Sin lì, Chivu si era mascherato da Allegri, aspettando Godot, mentre Spalletti da Spalletti: aggredendo, lavorando di palleggio, con Conceiçao e Kalulu a occupare la ringhiera di Dimarco, Kelly su Lautaro, Bremer su Marcus Thuram. Petto in fuori e baionette sguainate.
Il 3-2 dell’Inter alla Juventus è adrenalina pura. In parità numerica, i gol erano stati frutto di errori (penso ai piedi di Di Gregorio sul crossonzo di Luis Henrique e carambola di Cambiaso, ma no!) e di dormite (Akanji e Luis Henrique sul cross di McKennie e la zampata di Cambiaso, ma sì!).
Al posto di Khéphren Thuram «Luscianone» aveva battezzato Miretti: non il massimo. Piano piano, il rodeo s’impennava. Sommer rintuzzava un tiro del turco, la Vecchia non derogava dal suo format, ma erano gli avversari, ogni volta che acceleravano, a rendersi pericolosi: con Zielinski (Bremer sulla linea), con Marcus Thuram (gran capocciata, gran risposta di Of Gregory), con Bastoni (doppio palo, nella stessa azione), con il Toro (fuori dal limite).
Il rosso a Kalulu sparigliava gli equilibri, le ambizioni, tutto. Sotto di un uomo, l’Abate richiamava il Portoghesino e si affidava a Holm; il Reverendo «bocciava» il simulatore Bastoni e sguinzagliava Carlos Augusto. Gli opliti dell’Abate non mollavano, ma senza centravanti… Un paio di parate di Sommer inauguravano la ripresa, poi Inter avanti tutta e avanti tutti, dentro Esposito, dentro Bonny e, dall’altra parte, dentro Boga e fuori Yildiz, addirittura. Dimarco, sin lì contenuto, apparecchiava il 2-1 aereo di Pio, McKennie armava il diagonale di Locatelli e, grazie anche al riscatto del portiere su Calha e Bisseck, si arrivava al 90’ sul due pari. Il sinistro di Zielinski, dal limite, era una sentenza che troppo premiava e troppo puniva. Ma è il calcio. A me la Juventus è piaciuta. Dall’Inter, per paradosso, mi aspettavo di più nella gestione delle scorte. Da Pjanic (ricordate?) a Kalulu, com’è cambiato il mondo.
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Nota sull’autore: Roberto Beccantini

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