Il fatto che Chivu si tolga dei sassolini dalla scarpe, per il fatto che ormai lo scudetto è pura accademia – e ben noiose rimarranno queste ultime 5 giornate sul fronte di uno titolo ormai già vinto – ci dice quanto il nostro campionato più che al calcio appartenga al mondo dei talk show. Diciamo uno di quelli più artificiali e surreali, che so tipo “Lo Stato delle Cose” con Massimo Giletti.
Allo Stato delle Cose bisogna arrendersi al fatto che l’Inter è la squadra migliore, dove poi Chivu abbia sentito che a inizio campionato l’avevamo data ottava, non è possibile sapere. Probabilmente se lo è inventato e si è messo anche lui a fare scena, per darsi un tono e moltiplicare l’impresa. Ho letto paragoni con Mourinho e francamente mi è parsa una minchiata. Direi piuttosto che questo faccia parte di quelle seghe mentali dei nostri protagonisti, che solo da noi si cimentano in questo esercizio di fasulla e non certo richiesta masturbazione oratoria.
Riducendo la questione all’osso, ben al di là insomma degli scontatissimi e appunto accademici tre gol di Thuram, Barella e Zielinski al Cagliari, resta da stabilire se nella stagione dell’Inter, ripeto la miglior squadra d’Italia oggi, ci sia qualcosa di sprecato e buttato via. Probabilmente sì, ma alla fine l’esser cacciati via dalla Champions League in finale oppure agli spareggi post girone, estremizzando al massimo, non fa differenza. E a questo si attaccheranno ovviamente i pasdaran nerazzurri.
Tutto quello che si gioca oggi è in realtà una partita sul futuro. E vale per tutti. Succede all’Inter, ma anche al Napoli, al Milan, alla Juventus, alla Roma. E forse pure al Como, che sul più bello si sta sgonfiando come un palloncino bucato. Alleggeriamo qualche aggettivo alla favola di Biancaneve del piccolo club sul lago che fa miracoli. A suon di milioni l’uno sull’altro.
*articolo ripreso da Blooog, il Bar Sport di Fabrizio Bocca
**foto ripresa da Diretta.it
