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Golf

La buca ideale del golf? La beneficienza. Ma grazie ai giocatori o ai volontari?

Da Vincenzo Martucci 19/01/2018

L’anno scorso il Pga Tour ha raccolto 180 milioni di dollari, che portano a 2.65 miliardi nel computo di sempre. Con l’aiuto fondamentale di 100mila cuori generosi senza volto né nome

Qualcuno sostiene che potrebbero essere molti di più, che per i miliardari del golf sono briciole, che dietro c’è un sistema per far guadagnare ancor di più i primi della classe e far risparmiare gli attori con gli sgravi fiscali, che i veri benefattori sono i volontari senza volto e nome, eccetera, eccetera. Ma certo i 180 milioni di dollari che il Pga Tour ha messo insieme e devoluto l’anno scorso in beneficienza sono una gran bella sommetta. Sono anche un nuovo record, dopo i 140 milioni del 2016, e portano il totale raccolto dal massimo circuito di questo sport a 2.65 miliardi di dollari. Infatti il commissione del Pga, Jay Monahan, gonfia il petto: “La nostra famiglia intera è estremamente orgogliosa del positivo impatto che continuiamo ad avere ogni anno e dei milioni di dollari che raccogliamo per organizzazioni di beneficienza davvero meritevoli. Dietro la mera cifra, i dollari, ci sono centinaia di migliaia di vite che beneficiano ogni anno delle nostre contribuzioni. Ringraziamo tutti i tornei, i giocatori, gli sponsor, i volontari e gli appassionati che rendono questo possibile”.

Nel 2017, cinque tornei Pga hanno raccolto dieci milioni di dollari in beneficienza – AT&T Pebble Beach Pro-Am, Valero Texas Open, DEAN & DELUCA Invitational, John Deere Classic e Waste Management Phoenix Open. E la Presidents Cup, biennale, ha ufficializzato la donazione-record di oltre 10.7 milioni al Liberty National Golf Club in Jersey City. La gara-simbolo del Pga Tour, THE PLAYERS Championship, ha generato altri 8.7 milioni, in larga parte a beneficio delle organizzazioni locali per bambini disagiati, nel particolare comparto relativo agli aiuti per la gioventù che, negli ultimi dieci anni, ha portato 50 milioni di dollari (45 da quando questa specifica iniziativa è stata lanciata, nell’aprile 2011).

In un anno, il Pga Tour coinvolge oltre centomila volontari e la stragrande maggioranza dei suoi tornei sono strutturati come organizzazioni senza scopo di lucro progettate per donare il 100 percento dei proventi netti in beneficenza. I beneficiari della comunità comprendono una vasta gamma di organizzazioni come ospedali e rifugi, programmi di sviluppo giovanile; banche alimentari, gruppi che sostengono l’esercito e le loro famiglie, organizzazioni che supportano gli anziani, quelli che aiutano le donne e i bambini abusati e le iniziative di crescita del gioco.

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Nota sull’autore: Vincenzo Martucci

Napoletano, 34 anni alla Gazzetta dello Sport, inviato in 8 Olimpiadi, dall’85, ha seguito 86 Slam e 23 finali Davis di tennis, più 2 Ryder Cup, 2 Masters, 2 British Open e 10 open d’Italia di golf. Già telecronista per la tv svizzera Rsi; Premio Bookman Excellence.

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