Si può ribaltare la griglia dall’oggi al domani? Assolutamente sì, se ti chiami Jos Verstappen e corri in Minardi. L’esperto pilota olandese approda nella scuderia di Faenza nel 2003 tornando dopo un anno di inattività, eppure le cose non funzionano complice anche le difficoltà incontrate dalla squadra emiliana e dal suo team manager Paul Stoddart.
Verstappen è costantemente in fondo alla griglia, spesso dietro pure il compagno di squadra Justin Wilson, all’esordio nel Circus, eppure il racer orange ha ancora un asso dalla manica da giocarsi. L’occasione giusta arriva venerdì 4 luglio 2003 quando a Magny-Cours si corre il Gran Premio di Francia e la Minardi si presenta con la prospettiva di non partire in ultima posizione.
La situazione sembra già cambiare il giovedì quando le BAR vengono sequestrate dagli ufficiali giudiziari per conto della PPGI, una società monegasca che chiede alla scuderia anglo-americana il pagamento di 3,2 milioni di dollari di commissioni per aver favorito un accordo di sponsorizzazione con la rete televisiva Teleglobe nel 1999, basandosi su un accordo verbale con l’allora direttore della scuderia Craig Pollock.

Jacques Villeneuve sulla griglia di partenza con la BAR-Honda
Un’operazione che la PPGI aveva già provato ad attuare a Monaco senza riuscirci e che si risolve il giorno dopo quando la BAR fa ricorso al tribunale di Nevers ottenendo il dissequestro delle auto e partecipando al weekend di gara. Nonostante ciò Jacques Villeneuve e Jenson Button devono saltare le libere del venerdì mattina che vedono a sorpresa al comando la Jaguar di Mark Webber, coinvolto in corsia box in un contatto con Michael Schumacher.
Tutto cambia il pomeriggio quando vanno in scena la prima sessione di qualifiche, un’introduzione del regolamento inserito a inizio a stagione sostituendo lo storico sistema di qualifica dei 60’+12 giri veloci e quella del Warm-Up della domenica mattina. La sessione prevede l’ingresso in pista dei piloti con un giro secco seguendo la classifica mondiale con gli ultimi classificati costretti a entrare in gara nel finale.
La pioggia della mattinata rende l’asfalto di Magny-Cours difficile da gestire costringendo big come Michael e Ralf Schumacher, Jenson Button, Fernando Alonso e Kimi Raikkonen a realizzare tempi fra 1’27” e 1’29”, tuttavia il meteo migliora all’improvviso e la pioggia lascia spazio al sole. I tempi si riducono e Ralph Firman con la Jordan, dotata di gomme da asciutto, taglia il traguardo in 1’23″496.

Nella scuderia irlandese scoppia la gioia per una pole parziale totalmente inaspettata, ma gli uomini di Eddie Jordan non hanno fatto i conti la Minardi, chiamata a chiudere la sessione. Verstappen entra in pista e passa agli intermedi con vantaggi ben superiori al secondo. L’olandese vola e ferma il cronometro in 1’20”817, 2”679 meglio di Firman. Poco dopo tocca a Wilson e l’inglese si piazza in seconda posizione, retrocesso all’ultimo posto dopo che la sua vettura viene scoperta sottopeso.
Al muretto di Minardi si festeggia come se fosse una vittoria, anche perché una macchina della scuderia di Faenza non svetta in una sessione ufficiale dal warm up del Gran Premio del Belgio 1989. La realtà è che la griglia provvisoria vale soltanto per decidere l’uscita nella sessione del sabato, quella che effettivamente assegna la pole position.
Il meteo anche questa volta è asciutto e le forze in gioco tornano a farsi valere. Le Michelin della Williams si dimostrano più efficaci e Ralf Schumacher realizza il miglior tempo in 1’15”09 con 117 millesimi sul compagno di squadra Juan Pablo Montoya, mentre in seconda fila per Michael Schumacher e Kimi Raikkonen. Niente da fare per le Minardi che retrocedono in ultima fila con Verstappen a più di tre secondi e mezzo dalla vetta e Firman a oltre quattro secondi.
Il giro della pole position provvisoria di Jos Verstappen
La domenica la situazione non cambia con Ralf Schumacher e Montoya che partono meglio, mentre Michael perde la posizione su Raikkonen. Il ferrarista va ben presto in crisi di gomme e al rifornimento viene passato anche da David Coulthard, dovendo così affrontare una gara in rimonta.
La situazione si cristallizza, almeno sino al terzo giro di soste quando la McLaren soffre di alcuni problemi durante il pit stop di Coulthard, venendo costretti a cambiare il bocchettone della benzina. Schumacher sfrutta l’occasione e inizia a girare più veloce anche di Raikkonen, superandolo successivamente al rientro dalla pit lane.
La gara si conclude così com’era iniziata, con una doppietta Williams con Ralf Schumacher e Montoya, Michael sul podio e le McLaren a bocca asciutta. E le Minardi? Quattordicesimo posto per Wilson e sedicesimo per Verstappen, anche se quel weekend rimarrà per sempre nella storia del team di Paul Stoddart.
