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Tennis

Dubbi, paure, acciacchi: il 2019 dei big del tennis parte all’insegna dell’incertezza

Da Vincenzo Martucci 02/01/2019

Da Federer a Nadal, da Maria Sharapova a Serena Williams sono tante le star del circuito che non sanno cosa aspettarsi dalla stagione che comincerà a Melbourne. Per qualcuno potrebbe essere davvero l'ultima.

Sembra che Novak Djokovic sia ripartito da protagonista, come nella seconda parte del 2018, quand’ha vinto Wimbledon, Cincinnati, Us Open e Shanghai, fermandosi in finale a Queen’s, Parigi Bercy e Masters. Con gli applausi del “top ten” rivelazione degli ultimi due anni, Kevin Anderson: “Quando è al meglio, Nole è imbattibile”. Nella morbida Hopman Cup, nella paradisiaca Perth, Serena Williams recita da mamma part-time e leonessa feroce, che ruggisce in campo e in conferenza stampa (“Non parlo più della finale degli Us Open”), a caccia dei 24 Slam record di Margaret Smith Court, dopo i troppi autogol degli ultimi tre anni. Ma la parola incertezza permea anche Il campione di gomma e la Tyson dello sport, come tutti i protagonisti del tennis degli ultimi anni. Da Federer a Nadal, da Del Potro a Murray, a Wawrinka, a Sharapova.

Il Magnifico è tutto un sorriso, disponibile come sempre verso cacciatori di selfie e microfoni, ma tentenna più che mai, dopo i violenti black-out dell’anno scorso: “Chissà se giocherò sulla terra rossa, chissà che tornei giocherò, chissà se giocherò anche il prossim’anno”. Rafa rifà capolino dopo l’ennesimo crac alle ginocchia degli Us Open, si ritira subito all’esibizione di Abu Dhabi e promette solo – finalmente – una gestione più attenta del suo fisico troppo spremuto: ”Se la mia programmazione è più leggera del 2018 non sono più un tennis sta pro… Giocherò i tornei che desidero e che mi fanno felice. Comincio a essere stufo di tutte queste domande sul mio calendario”.

Dopo “18 mesi di su e giù”, e l’ennesimo tagliando alle anche in sala operatoria di un anno fa, Andy Murray, prima annuncia: “Le anche mi fanno ancora male, chissà che succederà di me”, poi si commuove proprio nel superare il primo turno a Brisbane contro Duckworth: “Tornare in campo e riprendere giocare è stato duro, è stato complicato, ho cominciato a sentire meglio la palla solo a metà dell’anno scorso… D’ora in poi, farò solo le cose che mi fanno sentire vivo, voglio cercare di divertirmi col tennis il più a lungo possibile. Per me è fondamentale star bene in salute ed allungare la carriera”.

Il numero 1 dei campioni sfortunati, Juan Martin Del Potro, salta gli Australian Open perché ancora non è a posto dopo l’ennesimo crac – al ginocchio – , anche se lancia l’ennesimo guanto di sfida al destino: “Il recupero sta procedendo bene”. Mentre Stan Wawrinka riparte da Doha sulle tracce del suo nomignolo “Stanimal”, dopo l’operazione al ginocchio di agosto e la lunga ripresa, ma è visibilmente afflitto da fisico pesante, acciacchi e perplessità.

Anche l’imprenditrice Maria Sharapova, dopo le convention, le presentazioni, le pubblicità, le passerelle, i corsi all’università e la vita, torna in campo dopo gli ultimi guai alla martoriata spalla che l’hanno stoppata agli Us Open di settembre, rimpingua il conto in banca al torneo di Shenzhen, supera a fatica  e si parla addosso: “Ci ho messo un po’ a riprendermi, per le prime partite non mi sentirò così bene, e dovrò migliorare di match in match, ma essere tornata alle gare e anche solo fare interviste mi fa sentire che il succo è tornato a scorrere. Se sono qui è perché voglio competere e cercare di essere ancora un campione”.

Già, il problema poi, resta quello. Fino al prossimo dubbio.

* articolo ripreso da agi.it
Tags: #Hopman Cup Perth, #Novak Djokovic, andy murray, australian open, rafa nadal, roger federer

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Nota sull’autore: Vincenzo Martucci

Napoletano, 34 anni alla Gazzetta dello Sport, inviato in 8 Olimpiadi, dall’85, ha seguito 86 Slam e 23 finali Davis di tennis, più 2 Ryder Cup, 2 Masters, 2 British Open e 10 open d’Italia di golf. Già telecronista per la tv svizzera Rsi; Premio Bookman Excellence.

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