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Tennis

La doppia favola di Vera: da ragazza piangeva e perdeva, a 39 anni, da mamma, è regina di doppio

Da Vincenzo Martucci 08/11/2023

Le WTA Finals premiano la russa Zvonareva e la 35enne tedesca Siegmund che si aggiudicano il quarto titolo in 4 mesi. La veterana ha una storia di alti e bassi, infortuni e abbandoni tutta da raccontare. Nel tennis donne, c’è sempre un storia nella storia da raccontare. Oggi è quella della 39enne russa Vera Zvonareva che si aggiudica a sorpresa le WTA Finals di doppio insieme alla 25enne tedesca Laura Siegmund.

SENZA ETA’

Vera, una delle tenniste più intelligenti del circuito, racconta l’ennesimo miracolo di una veterana di qualità che torna alle gare da protagonista dopo infortuni e maternità. Esplosa proprio come doppista con due Slam nel 2006, s’era fatta male più volte, era uscita di scena, era tornata, era salita al numero 2 individuale nell’ottobre 2010, con le finali a Wimbledon e agli US Open. La piccola moscovita dal ricco bagaglio tecnico, aveva già perso la partita decisiva alle WTA Finals di singolare 2008, collezionando 12 titoli individuali, ma pagava spesso lo scotto di un fisico non trascendentale nello scontro con le virago dell’epoca. Nel 2012 dopo un terzo infortunio grave e il quarto titolo Slam di doppio, era uscita di scena. S’era operata alla spalla, era tornata, aveva salutato a sorpresa il Tour nel 2016,  durante la forzata pausa era diventata mamma e moglie, rivelando: “Non penso proprio che tornerò al tennis”. Invece era rientrata in gioco, nel 2018 aveva rivinto un titolo di doppio dopo 6 anni, nel 2019 s’era rifatta male al polso, nel 2020 dopo essere rientrata fra le top 100 in singolare l’aveva fatto anche in doppio, riaggiudicandosi un Major dopo 8 anni e poi ha continuato a crescere in coppia, abbandonando la corsa nell’individuale.

NUOVO SPRINT

A marzo dell’anno scorso, dopo aver vinto a Miami,  un nuovo infortunio, al tendine d’Achille, sembrava proprio convincere Vera ad annunciare il ritiro che non aveva mai ufficializzato, e a chiudere quindi il sodalizio con Siegmund. Invece, pian pianino, dopo una prima parte di stagione difficile, facendo coppia anche con altre giocatrici, il binomio Zvonareva-Siegmund ha ripreso a funzionare dai quarti a Wimbledon al titolo a Washington alla finale agli US Open al titolo a Ningbo, doppiato a Nanchang. Tanto che le due veterane hanno riacquistato talmente coraggio che nel Super8 di Cancun hanno trionfato, firmando il quarto titolo in 4 mesi.

PASSIONE

Il segreto di Vera? “Adoro questo sport. E ho sempre questo senso di perfezionismo dentro di me: quando inizio a fare qualcosa, voglio farlo nel miglior modo possibile. Ovviamente, il modo in cui guardo il tennis adesso è molto diverso da quando lo guardavo quando avevo 20 anni. Sono molto più rilassata in molte, molte cose. Se perdo la partita non mi fa così male perché so di aver dato tutto. E penso che questo sia ciò che mi aiuta alla mia età a continuare con la mia carriera perché mi godo il momento. E penso che alla fine della giornata, hai riportato qualche vittoria e questo ti motiva a tornare e riprovare”. Cancellando quella brutta immagine di sé, troppo spesso in lacrime anche in partita e spesso fuori, troppo rabbiosa per vivere nel modo ideale la partita. Pur a 39 anni, non è record neanche come mamma-regina: prima di lei, nel 2014 c’era riuscita Cara Black. Ma certo l’impresa resta, e clamorosa.

Vincenzo Martucci (tratto da supertennis.tv)

 

Tags: a 39 anni, da mamma, è regina di doppio, La doppia favola di Vera: da ragazza piangeva e perdeva

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Nota sull’autore: Vincenzo Martucci

Napoletano, 34 anni alla Gazzetta dello Sport, inviato in 8 Olimpiadi, dall’85, ha seguito 86 Slam e 23 finali Davis di tennis, più 2 Ryder Cup, 2 Masters, 2 British Open e 10 open d’Italia di golf. Già telecronista per la tv svizzera Rsi; Premio Bookman Excellence.

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