Sul Galibier il Tour de France di Claudio Chiappucci sembra finito, sul Tourmalet ricomincia come se non fosse successo niente. Il 22 luglio 1993 «El Diablo» torna a ruggire e lo fa rientrando in classifica nel tappone pirenaico che arriva a Pau.
Può essere una questione di posizioni da difendere e maglia gialla da attaccare, ma la distanza siderale delle salite principali consentono a Miguel Indurain (Banesto) di proteggersi da ogni allungo da parte degli avversari.
I primi a provarci sul Col du Tourmalet sono lo svizzero Tony Rominger (Mapei-Viner) e il polacco Zenon Jaskula (GB-MG Boys Maglificio-Bianchi), pronti a mettere fiato sul collo dello spagnolo. Indurain però nicchia, sa che può recuperare strada facendo e così lascia loro cinquanta secondi in vista del gran premio della montagna.
Troppo poco per sperare realmente di far saltare il banco tanto che in discesa a Indurain bastano pochi chilometri per rientrare. La tappa non è però finita e così sul Col d’Aubisque parte Chiappucci con il capitano della Carrera-Tassoni che si porta dietro l’iberico Jon Unzaga (CLAS-Cajastur) e l’ex compagno di squadra Massimo Ghirotto (ZG Mobili) con il quale non si è lasciato al meglio.
A Indurain i tre non preoccupano così il vantaggio lievita sino a cinque minuti con Chiappucci che può tornare prepotentemente in classifica, magari mettendo a rischio la quinta piazza occupata dal danese Bjarne Riis. L’Ariostea non vuol perdere la posizione così si posiziona in testa al gruppo per ridurre lo svantaggio.
Si arriva fino a due minuti e mezzo, ma andare a riprendere i fuggitivi è impossibile. A quel punto sarà una volata a tre a decidere il successo di tappa. Unzaga parte per primo, ma Ghirotto lo segue a stretto giro, pronto a sopravanzarlo. Il più furbo è però Chiappucci che sfodera tutta la rabbia che ha in corpo battendo allo sprint il connazionale e l’iberico.
Riis arriva a 1’17″ salvando il piazzamento, mentre il gruppo maglia gialla conclude a 1’24″, consapevoli che Indurain potrà portare presto a tre i successi consecutivi nella Grande Boucle.
