La campionessa americana che rischia la vita ancora di più del…”normale “, perché già infortunata al via, chi ci ricorda, dell’Epica? Chi altri se non Icaro, lo sconsiderato figlio del povero Dedalo, sfortunato Archimede della mitologia, greca come il noto matematico, che per aver ideato e costruito ali di cera che neanche Pininfarina si è ritrovato ad assistere tragicamente alla morte del figlio, avvicinatosi troppo al Sole. L’uomo non è fatto per volare, chi troppo vuole nulla stringe, a giocar col fuoco… Icaro in questo momento, ovunque si trovi, pur nel dolore di aver lasciato suo padre assistere al dramma più grande per un uomo, si sta sganasciando dalle risate. Lui, come Lindsey, lo rifarebbe. Lo rifarebbe domani. Avvicinarsi al sole, percepire l’infinito, anche solo per un attimo, per giunta fatale, è la sua essenza. Sembra quasi di vederlo, mentre si appropria delle parole della Vonn: “Sfiorare il sole, ieri, è stata una sensazione incredibile che non dimenticherò mai. Sapere che ero lì con la possibilità di farcela, è stata una vittoria in sé e per sé. Sapevo anche che era un rischio. È sempre stato e sempre sarà incredibilmente pericoloso. Ma questa è anche la bellezza della vita, possiamo provare. Ci ho provato. Ho sognato. Io l’ho toccato, il Sole!”
Lindsey come Icaro, Zanardi e il pugile brocco: quelli che toccano… il sole!
Impossibile per noi comuni normo-individui razionali capire cosa spinge una come Lindsey Vonn, che ha vinto tutto e non s'accontenta di partecipare ma, pur già infortunata, vuole tentare di vincere anche se le costa un altro gravissimo infortunio. Eppure l'epica dello sport è lì a mostrarcelo
