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L’Italia non ha più paura: dopo l’Olimpico, il sogno azzurro sfida il tabù Dublino

Da Benedetta Borsani 11/02/2026

Non chiamatela più sorpresa. L'Italia che batte la Scozia davanti ai 70mila dell'Olimpico è una realtà consolidata, figlia di una maturità tattica che ha il volto solcato di Simone Ferrari, pilone e senatore, eletto MVP in una giornata dove la mischia azzurra ha dettato legge. Ma il Sei Nazioni non concede pause: smaltita l'euforia romana, l’orizzonte ora si tinge di verde Irlanda

Italia – Scozia, match di apertura del Sei Nazioni 2026 è una partita che può essere riassunta in un’immagine simbolo: la scelta del Man of the Match. Il premio è andato a un pilone – fatto quasi più unico che raro nel rugby moderno – Simone Ferrari, il senatore del gruppo, 70 i caps collezionati e festeggiato dai suoi compagni di squadra con inchini e cori regali.

Olimpico sold out (68245 gli spettatori di cui 22000 Scozzesi) , 18 a 13 il punteggio, dopo un finale da cardiopalma con 29 fasi di gioco.

“Ci siamo trovati a difendere dentro la nostra metà campo” – ha commentato a caldo Capitan Lamaro – “e lì è venuto fuori tutto il cuore di questa squadra e l’attaccamento alla maglia. È stata la differenza. Nessuno si è tirato indietro, ci siamo sostenuti l’un l’altro senza commettere falli, consapevoli che un minimo errore ci sarebbe costato la partita”. Una prova di disciplina ferrea, marchio di fabbrica del nuovo corso di Quesada.

Proprio il tecnico argentino ha definito il match come una partita “vinta dall’inizio alla fine”, ma ora la sfida più difficile è la gestione del successo. Il rischio è il calo di tensione, proprio quando il calendario impone di confermarsi una settimana dopo. Lamaro ne è consapevole: “Dobbiamo tornare alle basi. La Scozia è arrivata a Roma con una vera armata e batterla in condizioni meteo a cui loro sono decisamente più abituati è un segnale enorme. Questo ci dà confidenza per mettere sotto pressione l’Irlanda e poi la Francia”.

Verso l’Aviva Stadium: la sfida ai Verdi

L’orizzonte ora si tinge di verde. L’Irlanda arriva da una bruciante sconfitta a Parigi con la Francia (36-14), un parziale di 22-0 all’intervallo che ha ferito l’orgoglio dei padroni di casa. Gli Irlandesi avranno il vantaggio di due giorni in più di riposo per resettare le criticità e potrebbero ritrovare il loro pilone di punta, Tadhg Furlong. Il duello in prima linea tra lui e Ferrari sarà, tecnicamente, una partita nella partita.

Per capire cosa aspettarsi sabato prossimo a Dublino, abbiamo chiesto un’analisi a chi respira rugby da sempre: Simone Ragusi, oggi allenatore in Irlanda, con un passato in orbita Nazionale sotto la gestione Brunel. “L’Italia può  mettere in difficoltà questa Irlanda, che in questo momento ha qualche dubbio e non è al massimo della confidenza . Detto questo, se l’Irlanda sarà l’Irlanda che conosciamo, sarà una partita molto dura: vincere a Dublino è quasi un’impresa storica, ci siamo riusciti solo una volta, quasi trent’anni fa (a Dublino nel 1997 , fu un 37-29 epico che aprì le porte del Sei Nazioni all’Italia ndr).Tradizionalmente facciamo fatica qui, ma una possibilità c’è. Credo che il nostro staff cercherà di tenere la partita aperta almeno fino all’ora di gioco, e da lì può succedere di tutto. Mi aspetto un’Irlanda che terrà molto di più il possesso e calcerà meno. Alzeranno il ritmo perché sanno che, giocando veloce e con continuità, possono metterci in difficoltà. Per noi sarà fondamentale concedere pochi palloni “giocabili” e rallentare il breakdown il più possibile, costringendoli a calciare”. L’Irlanda è la regina del gioco veloce; se l’Italia sporca i loro palloni, li innervosisce.

I numeri e il presente

Il primo confronto tra Irlanda ed Italia è datato 1988. Da allora si sono affrontate in totale 38 volte, con 34 successi irlandesi e 4 italiani.Nell’era Sei Nazioni, i Verdi hanno vinto 24 incontri su 25 (sconfitti solo nel 2013) e spesso con ampio margine. Questi i risultati degli ultimi tre anni, 2025 (Roma): Italia-Irlanda 17-22 ; 2024 (Dublino): Irlanda-Italia 36 a 0; 2023 (Roma): Italia-Irlanda 20-34.

Questo è il passato. Il presente oggi racconta di un’Italia che arriva da una vittoria esaltante con la Scozia a Roma e di un’Irlanda  da una sconfitta bruciante con la Francia a Parigi. Tradotto, gli Azzurri sono saliti di un posto nel ranking mondiale, i Verdi ne hanno perso uno.

Ora non resta che aspettare sabato per vedere come la squadra di Quesada (che annuncerà la formazione giovedì12)  riuscirà ad affrontare questa nuova prova di maturità. L’Aviva Stadium si preannuncia sold out, fatto che non preoccupa un giocatore come Lorenzo Pani, “Lo stadio pieno mi gasa” ci ha risposto.

Diretta su Sky e in chiaro su TV 8 alle 15.10, ore italiane.

Benedetta Borsani

Tags: il sogno azzurro sfida il tabù Dublino, L’Italia non ha più paura: dopo l’Olimpico

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Nota sull’autore: Benedetta Borsani

Sempre in cerca di nuove avventure nasco come giornalista – professionista dal 2015 – e nel tempo mi specializzo anche come fotografa, reporter, videomaker con una passione per gli sport, specie quelli cosiddetti minori. Curiosissima, mi piace autodefinirmi una “news hunter” affamata di storie da raccontare.

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