C’è un metodo migliore per festeggiare un compleanno se non vincendo? Basterebbe chiederlo a Marcel Kittel che l’11 maggio 2014 come un ciclone si abbatte su Dublino e sul Giro d’Italia.
Le premesse per far bene ci sono tutte: la vittoria nella seconda tappa a Belfast, la pioggia che si fa sentire sul gruppo causando una serie di cadute, ma soprattutto la scaltrezza del tedesco della Giant-Shimano che tira fuori dal cilindro una volata impossibile per portare a due i successi personali alla Corsa Rosa.
Come da copione, nella prima fase parte la tradizionale fuga da lontano composta da Maarten Tjallingii (Belkin), maglia azzurra della competizione e deciso a guadagnare ulteriori punti per la classifica degli scalatori; Yonder Godoy (Androni Venezuela), Miguel Angel Rubiano Chavez (Colombia), Gert Dockx (Lotto Belisol) e l’italiano Giorgio Cecchinel (Neri Sottoli – Yellow Fluo).
I battistrada prendono oltre cinque minuti di vantaggio, ma il gruppo non lascia molto spazio mettendo davanti i gregari dei vari velocisti. Il maltempo però fa il suo e in diversi cadono, fra i quali big come Michele Scarponi ed Enrico Gasparotto (Astana), Damiano Cunego (Lampre) e Manuel Belletti (Androni Venezuela).
Le scivolate non causano gravi problemi e così a sette chilometri arriva il rientro del gruppo sui fuggitivi con Cecchinel ultimo a mollare la presa. A quel punto le formazioni degli sprinter prendono il comando con la Cannondale di Elia Viviani che si pone al comando a due chilometri dall’arrivo.
La Giant-Shimano rimane dietro, Kittel sembra tagliato fuori, ma il tedesco esce all’improvviso e, partendo dalla quinta piazza ai duecento metri tagliando il traguardo al primo posto davanti a Ben Swift (Sky) e a Viviani.
In classifica generale cambia poco con Michael Matthews (Orica Greenedge ) che mantiene per il secondo giorno la maglia rosa con otto secondi su Alessandro Petacchi (Omega Pharma – Quick-Step Cycling Team) e dieci su Daniel Oss (BMC Racing Team), mentre il Giro è pronto a tornare in Italia.
