Il Tour de France 1998 è la «corsa dei veleni». Il caso Festina è sulla bocca di tutti con i corridori della formazione transalpina mandati via proprio la sera prima. Quando si arriva a Corrèze il pensiero è costantemente rivolto alle questioni esterne, mentre quanto accade in corsa interessa molto meno.
Nel dipartimento della Nuova Aquitania va in scena una cronometro di ben cinquantotto chilometri che favorisce nettamente Jan Ullrich (Deutsche Telekom), il più forte contro il tempo fra i big. Già il prologo di Dublino ha mostrato tutti i limiti dei propri avversari, a partire da Marco Pantani (Mercatone Uno) che è rimasto attardato nettamente.
Senza Alex Zulle e Richard Viranque, mandati a casa insieme a tutta la Festina, la situazione dilaga con Ullrich che spezza le reni a tutti gli avversari completando la frazione in 1h15’25″. Dietro il tedesco c’è Tyler Hamilton (US Postal Service) che si ferma a 1’10″ davanti al compagno di squadra Bob Julich, distante 1’18″, mentre dal punto di vista della classifica l’unico che sa difendersi è Abraham Olano (Banesto) che sembra poter contendere la vittoria finale al teutonico concludendo a 2’13″.
Se da una parte la maglia gialla Stuart O’Grady (Crédit Agricole) deve cedere il vessillo con 3’17″ di ritardo, chi crolla è proprio Pantani che paga 4’21″ da Ullrich. Il romagnolo si ritrova così dopo sette tappe a 5’04″ dalla vetta, costretto a recuperare in vista delle montagne che si profilano sullo sfondo.
