Il Tour de France è uno dei più anomali della storia complice la pandemia di coronavirus che ha messo in crisi il mondo intero. La Grande Boucle va in scena così fra agosto e settembre mettendo in mostra la stella di Primoz Roglic.
Lo sloveno della Jumbo-Visma è in giallo quando si giunge a Champagnole, proprio a ridosso della cronoscalata de La Planche des Belles Filles che dovrebbe celebrare il successo dell’uomo in giallo.
Prima di quel momento c’è spazio per i fuggitivi in una tappa mossa così attaccano Luke Rowe (Ineos), Peter Sagan (Bora-Hansgrohe), Oliver Naesen (Ag2r La Mondiale), Sam Bennett e Dries Devenyns (Deceuninck-Quick Step), Jasper Stuyven (Trek-Segafredo), Greg van Avermaet e Matteo Trentin (CCC Team), Jack Bauer e Luka Mezgec (Mitchelton-Scott), Niklas Arndt e Soren Kragh Andersen (Team Sunweb) .
Gli atleti vanno di comune accordo per lo meno sino alla salita finale dove Trentin accende le micce. Alcuni atleti gli rimangono in scia, ma nell’ultima discesa è Kragh Andersen a essere il più lesto. Il danese allunga e si va a prendere il secondo successo personale.
Il portacolori del Team Sunweb anticipa così di cinquantatré secondi Mezgec e Stuyven, confermandosi uno degli uomini più adatti a questa tipologia di corse.
