L’Alpe d’Huez è conosciuta come la “Salita degli Olandesi” perché in molti orange hanno conquistato la celebre salita alpina che ha fatto la storia del Tour de France.
Il 18 luglio 2006 la scalata diventa però per un giorno un dominio del vicino Lussemburgo grazie a Frank Schleck che per una volta può prendersi la scena in una Grande Boucle non proprio a suo agio.
L’atleta della CSC Pro Team ha trovato il via libera dal proprio capitano Carlos Sastre attaccando poco dopo circa trenta chilometri dal via di Gap con altri ventisette corridori. Schleck ha a disposizione due gregari di lusso in pianura come Jens Voigt e David Zabriskie che permettono ai battistrada di guadagnare circa quattro minuti di vantaggio sul gruppo maglia gialla guidato dalla Rabobank di Denis Menchov.
Il lussemburghese li sfrutta al meglio tanto che all’ultima salita si presentano in diciotto con Schleck che, in compagnia di Damiano Cunego (Lampre-Fondital), alzano il ritmo sin da subito. Insieme a loro dopo circa quattro chilometri di salita rientra Eddy Mazzoleni (T-Mobile Team), mentre gli altri desistono.
Dietro Floyd Landis (Phonak Hearing Systems) e Andreas Klöden (T-Mobile Team) allungano staccando tutti gli avversari, in primis la maglia gialla Oscar Pereiro (Caisse d’Epargne – Illes Balears) che perde lungo la scalata 2’49” dai migliori.
A circa quattro chilometri dal traguardo Mazzoleni viene richiamato dalla squadra per aiutare dietro il proprio capitano Klöden, mentre a 2,5 dall’arrivo Schleck stacca Cunego e va a prendersi la vittoria di giornata.
Per il veronese arriva un amaro secondo posto a dieci secondi dal vincitore davanti a Stefano Garzelli (Liquigas), lontano 1’10” davanti a Landis, in grado di prendersi così per dieci secondi a discapito di Pereiro.
