Sarà il polline che ottura a Jannik Sinner i polmoni e gli pizzica ulteriormente gli occhi con le lenti a contatto. Sarà l’infida altura di Madrid con la palla che schizza via imprendibile. Sarà la stanchezza psico-fisica dei tre Masters 1000 di fila vinti. Sarà il tam-tam che gli rivela della rinuncia del rivale, Carlos Alcaraz, sia a Roma che a Parigi, lanciandolo da super favorito verso i due successi più ambiti, peraltro sulla terra rossa, certo di raggiungere almeno quota 79 settimane in vetta al ranking e di arrivare a Wimbledon da numero 1. Magari c’è anche la componente-record dei 5 possibili 1000 vinti, partendo da Parigi indoor di novembre. O forse è semplicemente il tutt’uno della classica giornata-no. Di certo, contro un giocatore storicamente ostico come il francese Benjamin Bonzi (104 del mondo), che però aveva battuto 3 volte su 3, alla Caja Magica non c’è la miglior versione del re della classifica. Che, comunque, perso il primo set con occasioni ed errori (5 palle break e poi un set point), molte di rovescio, pur arrancando a lungo, supera per 6-7 6-1 6-4 dopo 2 ore e 20 minuti il primo ostacolo e incrocia domani il 169 ATP, il 22enne danese Elmer Moller. Forte di 23 partite vinte di fila nei 1000, col 46/48 nei set e 40/42 nelle ultime in generale, 18 consecutive.
POVERO CARLITOS
Dopo il ritiro dopo un match a Barcellona e la rinuncia a Madrid, Alcaraz ufficializza via web: “Dopo i risultati dei test effettuati, abbiamo deciso che la cosa più prudente è essere cauti e non partecipare a Roma e Roland Garros, in attesa di valutare l’evoluzione per decidere quando torneremo in campo. E’ un momento complicato per me, ma sono sicuro che ne usciremo più forti”. Con Jannik che gli risponde cavallerescamente: “E’ una brutta notizia. E’ un peccato per il tennis, per Carlos, campione in carica a Roma e Parigi, e anche per me che ero un suo avversario. Non dovremmo parlare di se sarò o non sarò ora il favorito. Il tennis ha bisogno di Carlos. Il tennis è migliore quando lui è qui. Tornerà più forte. Gli auguro una pronta guarigione, possibilmente in tempo per Wimbledon”.
EQUILIBRIO JANNIK
E il suo possibile record? “Al momento sto cercando di capire come giocare su questa superficie. Andiamo avanti giorno per giorno e vedremo… So cosa c’è in palio. Ma allo stesso tempo non mi concentro su questo. Io e il mio team sappiamo cosa dobbiamo fare. Cerchiamo di arrivare il più lontano possibile. Ma presto attenzione anche al mio corpo, a come mi sento”. Perché durante gli scambi Jannik sbaglia troppo, annaspa, si appoggia sul tabellone, provato, si sfoga col coach Cahill (“Faccio un punto e perdo quello dopo”), si fa anche ammonire per poter recuperare fiato: “Ho faticato parecchio. Lo sapevo già: per il campo e le condizioni particolari. Credo che ogni giorno sia diverso. Ogni giorno può fare una grande differenza. Spero di poter migliorare un po’ per il prossimo turno”. La salvezza è sempre nella sua fantastica testa: “Ho cercato di rimanere calmo mentalmente. Perciò ho vinto. Ora cerchiamo di migliorare, sfruttando il giorno di riposo”.
VAI “MUSO”
Intanto, Lorenzo Musetti emerge da una partita dura, importante, nel suo recupero dopo i problemi muscolari e troppe assenze sul Tour, domando un ottimo Hurkacz per 6-4 7-6 e proponendosi domani al confronto con Griekspoor (precedenti 0-2, ma sul duro). E la 18enne azzurra Tyra Grant (262 del mondo), dopo le qualificazioni e il primo turno WTA della carriera, cede alla distanza alla veterana Cirstea per 6-2 7-6, avanti di un break e poi 5-3 al tie-break. Oggi in campo la Paolini, Darderi e Cobolli.
- Pubblicato su Il Messaggero il 25-4-2026
