Arianna Fontana è reduce da una stagione che l’ha portata a riscrivere la storia dello sport italiano grazie all’oro nella staffetta mista alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 e l’argento nei 500 metri.
Traguardi che l’hanno resa l’atleta tricolore più vincente nella storia dei Giochi con quattordici medaglie, superando così Edoardo Mangiarotti, oltre a renderla sempre più una leggenda dello short track.
Nonostante ciò, la 36enne di Berbenno in Valtellina ha deciso di prendersi un momento di pausa per riflettere sul suo futuro e valutare quali passi compiere, come raccontato a margine del Milano Mountain Show a Oggi Sport Notizie.
Qual è il ricordo di questa Olimpiade?
È stata una grandissima emozione vivere nuovamente un’Olimpiade in casa. La mia prima è stata a Torino, però ero una bambina. Avere la fortuna di giocare e di correre di nuovo davanti al pubblico italiano, di fronte alla mia famiglia e ai miei amici, è stato qualcosa che porterò con me nel cuore per sempre.
Com’è stato rappresentare la Valtellina in questo contesto?
È stato bellissimo, perché tanti dalla Valtellina sono scesi a supportarmi e a fare il tifo. Molti altri si sono fermati davanti al televisore per incitarmi anche da casa. La Valtellina è stata protagonista durante l’Olimpiade grazie alle varie località, dove sono state ospitate altre discipline durante i Giochi. È stato sicuramente un grande onore per me rappresentare la mia valle e per la Valtellina ospitare l’Olimpiade.
Fra le varie medaglie, quale ricorda con più piacere?
L’oro è sempre bello: vincerlo con i compagni di squadra è stata una grande emozione. Riuscire a ritornare sul podio nei 500 metri dopo il mio infortunio, dopo che mi ero fatta male a ottobre con una lesione di cinque centimetri al quadricipite, è stato molto importante. Riuscire a riconfermarmi sul podio olimpico è stata un’emozione grandissima.
La rivedremo quest’anno in pista?
Quest’anno siamo in pausa e vedremo. Ne riparleremo più avanti.
Tornerà ad affrontare lo speed skating?
E’ tutto da ricostruire, quindi vedremo.
