Ci siamo. Sabato 4 luglio, alle ore 17:40 locali (le 10:40 in Italia), la Nazionale italiana maschile di rugby farà il suo esordio ufficiale nel nuovissimo Championship (ne avevamo scritto qui ) . Una svolta epocale per il rugby, che prende il via nella suggestiva cornice di Tokyo. La partita sarà trasmessa in diretta per tutti gli appassionati su Sky Sport Uno e in chiaro su TV8 e Cielo. I precedenti sorridono ai colori azzurri, come ricorda la FIR (federazione italiana rugby): si tratta dell’undicesimo confronto tra le due Nazionali, con l’Italia in vantaggio per 8 successi a 2, compreso l’ultimo felice precedente di Sapporo nel 2024. Ma la sfida di domani nasconde insidie.
Il “tempio sacro” e la tempesta Eddie Jones
Il palcoscenico dell’incontro è lo storico Chichibunomiya Rugby Stadium nel quartiere di Minato a Tokyo. Costruito nel 1947 e capace di ospitare circa 24.000 spettatori, è universalmente riconosciuto come il luogo sacro del rugby giapponese. L’impianto prende il nome dal principe Yasuhito Chichibu, grande promotore della palla ovale nel Paese, non ha la pista di atletica così la distanza tra il terreno di gioco e gli spalti è ridotta al minimo. In particolare nella tribuna est i seggiolini della prima fila si trovano quasi allo stesso livello del prato e dalle tribune si possono letteralmente sentire i violenti rumori dei contrasti e le grida dei giocatori in campo. Il Giappone si avvicina a questo debutto in un clima di parziale tempesta interna per via della nota vicenda che vede il vulcanico e discusso tecnico dei Brave Blossoms, Eddie Jones, squalificato dalla stessa federazione giapponese per aver insultato gli arbitri. Un’assenza pesante sulla panchina nipponica che potrebbe incidere sul piano della stabilità emotiva dei padroni di casa. Nella loro rosa tre sono i giocatori da tenere d’occhio: Warner Deans ( la monumentale seconda linea, fresco vincitore del titolo del Super Rugby con i neozelandesi Hurricanes, è l’uomo di riferimento per la fisicità nipponica), Dylan Riley (centro di origini australiane, letale con la palla in mano e dominatore degli spazi allargati) e il giovane Ryunosuke Ito, mediano di mischia per il quale usiamo le parole di coach Quesada: “Il 10 giapponese è universitario. Lo conosciamo, lo abbiamo visto giocare. L’ho trovato eccezionale con i Maori All Blacks e penso possa diventare uno dei futuri leader del Giappone. Può farci male con la palla in mano”.
La mossa di Quesada: due esordienti dal primo minuto
Le parole del Capitano
Dallo spogliatoio e dagli incontri stampa avuti in settimana con Andrea Zambonin, Riccardo Favretto e Lorenzo Pani non possiamo che riportare una grande concentrazione del gruppo consapevole di quanti rischi si nascondano dietro la squadra Giapponese, soprattutto per il loro gioco veloce con la palla in mano, ma è il capitano Michele Lamaro a fotografare perfettamente il momento e lo spirito con cui l’Italia si affaccia a questa prima tappa asiatica (a cui seguiranno le sfide con Nuova Zelanda e Australia): “Sono tre avversarie molto diverse fra loro. La prima partita, con il Giappone, sarà la più insidiosa: prima di tutto perché sono un paio di mesi che non giochiamo insieme e in secondo luogo perché ci saranno delle avversità a cui far fronte. Sappiamo però che abbiamo gli elementi per scendere in campo e portare a casa un buon risultato. Ogni settimana saremo messi a dura prova, ma sono sicuro che come squadra risponderemo al meglio di quello che potremo.”Ora non resta che la messa alla prova del campo: per l’Italia è l’occasione d’oro per dare continuità alle ottime prestazioni mostrate nell’ultimo Sei Nazioni e battezzare la nuova era del rugby mondiale con una vittoria pesante in terra d’oriente. Il match sarà diretto dall’arbitro australiano Nic Berry.
L’Italia
1 Danilo Fischetti, 63 caps, 2 Tommaso Di Bartolomeo, 10 caps, 3 Marco Riccioni, 36 caps, 4 Niccolò Cannone, 63 caps, 5 Andrea Zambonin, 18 caps, 6 Alessandro Ortombina, esordiente, 7 Michele Lamaro, 54 caps – Capitano, Lorenzo Cannone, 38 caps, 9 Stephen Varney, 37 caps, 10 Paolo Garbisi 54 caps, 11 Monty Ioane, 47 caps, 12 Tommaso Menoncello, 39 caps, 13 Juan Ignacio Brex, 52 caps, 14 Malik Faissal, esordiente, 15 Lorenzo Pani, 12 caps. A disposizione: 16 Gianmarco Lucchesi, 33 caps, 17 Mirco Spagnolo, 24 caps, 18 Muhamed Hasa , 8 caps, 19 Riccardo Favretto, 13 caps, 20 Ross Vintcent, 19 caps, 21 Alessandro Fusco, 25 caps, 22 Leonardo Marin, 22 caps, 23 Tommaso Allan, 89 caps.
Il Giappone
1 Takato Okabe, 8 caps, 2 Mamoru Harada, 12 caps, 3 Shuhei Takeuchi, 24 caps, 4 Harry Hockings, 2 caps, 5 Warner Dynes, 32 caps, 6 Ben Gunter, 17 caps, 7 Koji Simokawa, 23 caps, 8 Jack Cornelsen, 29 caps, 9 Naoto Saito, 28 caps, 10 Ryunosuke Ito, esordiente, 11 Yoshihei Ishida, 9 caps, 12 Yuya Hirose, 5 caps, 13 Dylan Riley, 38 caps, 14 Kazuma Ueda, 2 caps, 15 Takuro Matsunaga, 5 caps. A disposizione: 16 Era Hayate, 6 caps, 17 Sojiro Otsuka, esordiente, 18 Keijiro Tamefusa, 20 caps, 19 Michael Storberg, esordiente, 20 Michael Leitch, 92 caps, 21 Thienan Costley, 11 caps, 22 Itsuki Uemura, esordiente, 23 Sam Green, 6 caps.
