Sciamanna e Ostuni Minuzzi inaugurano il nuovo corso dell’Italdonne contro il Giappone
C’è quel profumo di cicli che iniziano, di cantieri aperti e di orizzonti tracciati con ambizione. A tre anni esatti dalla prossima Coppa del Mondo, l’Italdonne si appresta a varcare la soglia di una nuova era agonistica. Sabato, sul terreno di gioco, andrà in scena il debutto ufficiale nel prestigioso palcoscenico WXV Global Series, ma gli occhi di tutti saranno puntati soprattutto sulla panchina e sulla rivoluzione al vertice che ha ridisegnato il volto della Nazionale.
Con il passaggio di consegne ufficializzato in estate, si volta pagina: a raccogliere l’eredità tecnica è Plinio Sciamanna che subentra a Andrea Roselli nel ruolo di capo allenatore, mentre in mezzo al campo la pesantissima eredità di Elisa Giordano viene raccolta da una delle interpreti più luminose del movimento azzurro:Vittoria Ostuni Minuzzi, affiancata (e anche questa è una novità) da due vice, Veronica Madia e Silvia Turani.
Il timone di Sciamanna: programmazione e identità
Il cambio al vertice si è intrecciato con le scelte sul campo, a partire dall’assenza di Elisa Giordano, non inclusa nella rosa per impegni lavorativi e per la precisa volontà di lasciare spazio alla crescita delle nuove leve. Una transizione condivisa e meditata nei raduni estivi: «Elisa aveva espresso la volontà di seguire questo percorso, e il momento giusto è questo», ci dice Sciamanna in conferenza stampa.
Il primo banco di prova porta il nome del Giappone, un avversario che impone massima attenzione: «Dobbiamo focalizzarci su noi stessi per instaurare nuovi processi, curando i punti d’incontro e la fase difensiva -ci dice il ct azzurro-. Il Giappone gioca tanto e muove molto il pallone. Lavoriamo intensamente anche sulla parte offensiva: cerchiamo di mantenere e consolidare la solidità difensiva e stiamo implementando nuove soluzioni in attacco. Aspettiamo sabato per verificare i risultati raggiunti».
Con l’aumento delle responsabilità da capo allenatore, Sciamanna punta sul lavoro corale dello staff – citando l’apporto di Cocco, altra novità nello staff, per il gioco al piede – e accende i riflettori sulle novità del gruppo, come Natascia Aggio e Laura Foscato: «Sono giocatrici che seguiamo da un po’. Natasha si sta allenando molto bene e si è guadagnata l’opportunità. Anche Laura, già convocata con le Zebre femminili, ha qualità nel gioco e buona tecnica nella mischia ordinata e ha bisogno di crescere. Vogliamo arrivare a reggere l’impatto per tutti gli 80 minuti».
La fascia da Capitano: “Essere me stessa, più sul campo che a parole”
Dall’altra parte del campo, il testimone della leadership passa a Vittoria Ostuni Minuzzi. Una nomina per certi versi inaspettata, arrivata appena un paio di settimane fa in un colloquio telefonico con Plinio e Giuliana (Campanella, la team manager ndr.): «Non me l’aspettavo, è stata una sorpresa», ci racconta l’estremo azzurro, che festeggia i suoi 50 caps con i gradi di capitano.Ed è anche la miglior marcatrice di mete nella storia della Nazionale femminile, a pari merito con Manuela Furlan.
Radici e futuro: il DNA di una leader
Dietro l’estremo di talento e la fascia da capitano c’è una storia di famiglia e di pura passione. Il cognome doppio, voluto in onore delle nonne, racchiude le radici di una ragazza cresciuta correndo dopo un placcaggio sfortunato: «Dai 10 ai 14 anni ho fatto atletica leggera, dopo lo spavento a 10 anni per un infortunio alla rotula durante un placcaggio. Poi mi sono riavvicinata al rugby trascinata da mia sorella che nel frattempo era andata al Valsugana». Una passione di famiglia, condivisa con i fratelli Caterina e Francesco: «Per comodità, i nostri genitori ci hanno portati poi tutti e tre a giocare a rugby». Ed è così che oggi Vittoria è arrivata ad essere capitano della Nazionale, dopo una breve gavetta nello stesso ruolo al Valsugana.
Centri: 13. Alyssa D’Incà, 12. Sara Mannini
Mediana:10. Emma Stevanin, 9. Sofia Stefan
Terza linea:8. Francesca Sgorbini, 7. Alissa Ranuccini, 6. Margherita Tonellotto
Seconda linea: 5. Giordana Duca, 4. Alessandra Frangipani
Prima linea: 3. Vittoria Zanette, 2. Vittoria Vecchini, 1. Silvia TuraniA disposizione
16. Chiara Cheli, 17. Laura Foscato (esordiente), 18. Alessia Pilani,19. Giulia Cavina,
20. Beatrice Veronese, 21. Alia Bitonci, 22. Beatrice Rigoni, 23. Natascia Aggio (esordiente)
Foto di Benedetta Borsani – Vittoria Ostuni Minuzzi in azione contro l’Inghilterra a Parma
