Come gestire il delicato rapporto fra intelligenza artificiale, etica e movimento olimpico? Com’essere responsabili nell’uso delle tecnologie, mantenendo salda l’educazione ai valori olimpici, sfruttando però l’IA nella ricerca, nella formazione e nell’innovazione in ambito sportivo? In occasione dei preparativi per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, il Simposio Internazionale “Valori Olimpici e Intelligenza Artificiale” ha lanciato questi quesiti di forte attualità il 12 febbraio 2026 a Milano, a Palazzo Lombardia. L’evento – promosso anche dal Panathlon International – con l’attenta regia del presidente del Panathlon Milano, Filippo Grassia – era organizzato congiuntamente anche da altre realtà internazionali legate allo sport e ai valori olimpici: Society of Olympic Historians (ISOH), Pierre de Coubertin Committee (CIPC) e Fair Play Committee (CIFP).
GRANDI INTERVENTI
Durante la giornata, moderata da Gary Rhodes (California State University, Dominguez Hills), stati organizzati tre panel tematici: Educazione ai valori olimpici e IA – con esperti come Hilla Davidov e Stephan Wassong, IA etica e responsabile – con Emanuele Frontoni, Bianca Gama Pena e Pierre Zappelli; moderazione di Izabella de Bessenyey; Preservazione e diffusione del patrimonio olimpico tramite IA – con Sabine Haller-Neumann e Christian Wacker su: educazione ai valori olimpici e AI, IA etica e responsabile e conservazione e diffusione del patrimonio olimpico attraverso strumenti intelligenti.

BRIO BRASILIANO
Fra gli interventi più significativi e stimolanti quelli di Giuseppe Deleonardis, capo del settore etica e conformità del CIO, del professor Emanuele Frontoni, ordinario di Informatica all’Università di Macerata e co-director del VRAI Vision Robotics & Artificial Intelligence Lab. Ma la più coinvolgente è stata la dottoressa Bianca Gama Pena, professoressa e ricercatrice di innovazione e management dello sport presso l’Università Statale di Rio de Janeiro (UERJ) che ha mostrato come l’intelligenza artificiale possa potenziare uguaglianza di genere, protagonismo giovanile e sport inclusivo, rafforzando i valori olimpici. Tra i punti principali:
1. IA e Parità di Genere nello Sport. Personalizzazione fisiologica: l’IA elabora dati specifici della fisiologia femminile per nutrizione, recupero e prevenzione degli infortuni. Scoperta dei talenti: lo scouting guidato dall’IA individua atlete promettenti ignorate dai tradizionali network. Visibilità mediatica: highlights e contenuti automatici aumentano la presenza degli sport femminili online, favorendo sponsor e engagement.
2. Incentivare la Partecipazione Giovanile. Coaching democratizzato: app IA offrono feedback tecnico professionale a bambini e ragazzi in aree svantaggiate. Coinvolgimento immersivo: AR/VR e piattaforme come Roblox permettono esperienze sportive virtuali interattive, come il progetto “Olympic World” dei Giochi di Parigi 2024.
3. Promuovere l’Inclusività. Innovazione nel para-sport: IA ottimizza protesi e analisi biomeccaniche per atleti adattivi. Strumenti di accessibilità: traduzioni in tempo reale e descrizioni audio rendono gli eventi inclusivi per persone con disabilità. Riduzione dei bias: sistemi di valutazione oggettivi migliorano equità in competizioni come ginnastica e tuffi.
4. IA e Valori Olimpici. Eccellenza: l’IA aiuta ogni atleta a raggiungere il massimo potenziale. Equità e rispetto: supporta arbitraggio e sistemi antidoping per un campo di gioco pulito e giusto.
5. Sviluppi Futuri. “Predictive League Office” per prevenire abbandono dei fan e problemi di salute. Arbitraggio autonomo per decisioni oggettive in tempo reale. Gemelli digitali: modelli virtuali per simulare gare e recupero senza stress fisico.
6. Elemento Umano al Centro. L’IA nello sport non sostituisce l’atleta, ma amplifica equità, inclusione e personalizzazione, mantenendo sempre lo spirito olimpico: determinazione, emozione e storia umana. Anche in sport come il calcio, il modello più realistico sarà ibrido: arbitri umani supportati dall’IA per decisioni oggettive, preservando l’anima del gioco.
“L’IA nello sport non sostituisce l’atleta, ma amplifica equità, inclusione e personalizzazione: dal coaching giovanile alla visibilità femminile, fino all’ottimizzazione delle performance e dei valori olimpici, mantenendo sempre al centro l’elemento umano.”
