Tadej Pogacar non si arrende mai, nemmeno quando la sfortuna si abbatte su di lui. Il polso rotto alla Liegi-Bastogne-Liegi non gli ha impedito di prendere parte al Tour de France 2023 anche se questo infortunio gli impedisce di portarsi a casa la vittoria finale.
La maglia gialla è ormai saldamente sulle spalle di Jonas Vingegaard (Jumbo-Visma) che può far buona guardia in vista dell’ultimo arrivo in salita prima della passerella di Parigi, il traguardo di Le Markstein.
Lo sloveno dell’UAE Team Emirates vuol avere la rivincita, ma il 22 luglio nelle prime fasi sono Giulio Ciccone, Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), Thomas Pidcock (Ineos-Grenadiers), Warren Barguil (Arkea-Samsic), Thibaut Pinot (Groupama-FDJ), Chris Harper (Israel-Premier Tech) e Maxim Van Gils (Lotto-Dstny), Valentin Madouas (Groupama-FDJ), Kevin Vermaerke (dsm-firmenich) e Rigoberto Uran (EF Education-Easypost) a prendersi la scena.
Per l’abruzzese si tratta di un momento importante perché il passaggio sul Col de la Schlucht gli vale la vittoria aritmetica della maglia a pois. A proposito di momenti storici, sul Petit Ballon Pinot, all’ultima partecipazione al Tour, attacca venendo inseguito invano da Pidcock e Barguil.
Nel finale non c’è gloria nemmeno per il transalpino perché a tredici chilometri dall’arrivo arriva l’attacco di Pogacar che porta con sé Vingegaard e Felix Gall (AG2R Citroën Team).
I tre non trovano però un accordo, così rientrano anche i gemelli Adam (UAE Team Emirates) e Simon Yates (Team Jayco-AlUla), ma a fronte della potenza di Pogacar nessuno può resistere e lo fa conquistando la frazione in volata anticipando Gall e Vingegaard allo sprint.
