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Pallavolo

Volley femminile. Il bronzo mondiale, il caso Egonu e il ct Mazzanti in discussione

Da Vanni Zagnoli 19/10/2022

Al di là del terzo posto mondiale, può essere stata l’ultima partita di Davide Mazzanti alla guida dell’Italia. “Ha il contratto sino al 2024, sino a Parigi – dice il presidente federale Giuseppe Manfredi, pugliese -, con calma in consiglio eventualmente apporteremo qualche correttivo, ma in agenda non c’è il cambio della panchina, nè dello staff”.

Difesa di prammatica, anche meritata, per il ct marchigiano.

Il contraccolpo della semifinale persa dall’Italia con il Brasile è assorbito molto meglio del previsto. L’Italia è di bronzo, almeno, batte 3-0 gli Usa campioni olimpici, come in Nations league, e coglie la terza medaglia nella storia dei mondiali: oro nel 2002, con il secondo boom del volley italiano femminile (il primo fu dagli anni ’80, con la Teodora Ravenna primatista di successi di fila e vincitrice anche di un mondiale per club e di due coppe dei Campioni) e argento nel 2018, con Lucia Bosetti al posto della sorella Caterina in sestetto e Lubian in panchina, anzichè in campo per Chirichella, come nelle ultime 4 gare, solo nella prima l’ex capitana non era a disposizione per problemi agli addominali.

L’Italia ha perso entrambe le gare con il Brasile, l’unica pesante è stata la semifinale. “Non dimentichiamo che il Brasile ci ha sempre battuto – sottolinea il presidente Manfredi -, escluso nella finale di Nations league”.

Quel successo, dopo l’oro europeo, ha illuso e reso le azzurre favorite, con l’obbligo di vincere, come dall’argento i 4 anni fa, quando la Serbia si impose al tiebreak, complice qualche errore di Sylla, la migliore l’altra sera in semifinale.

Se davvero il presidente federale Manfredi deciderà di cambiare ct, sceglierà fra Giovanni Guidetti, il modenese che avrebbe meritato la panchina azzurra già dopo l’addio di Massimo Barbolini, dopo i quarti di Londra 2012, ma ha un temperamento molto forte, difficilmente gestibile, peraltro solo stavolta con la Turchia ha deluso.

Allenerà Egonu già nel Vakifbank Istanbul, vincitore di mondiale per club e Champions league, e proprio Paola potrebbe magari fermarsi per un anno, con la nazionale, saltando l’Europeo del 2023 che l’Italia organizzerà con Belgio, Estonia e Germania, ma di sicuro ci sarà, per Parigi ‘24.

La prima alternativa può diventare un altro duro, Stefano Lavarini, ct della Polonia, portata ai quarti iridati dopo 60 anni e capace di raggiungere una incredibile semifinale olimpica con la Corea del Sud. Allena Novara, che un anno e mezzo fa fece scricchiolare l’impero di Conegliano, in Italia. Come Guidetti, sa portare le ragazze  sistematicamente molto oltre i propri limiti, cosa che a Mazzanti non riesce più, con l’Italia.

E poi c’è Daniele Santarelli, con la Serbia da quest’anno, subito in finale, raggiunta con il brivido sulle polacche. Guida Conegliano, è difficile che lasci così rapidamente il progetto serbo, con la nazionale più continua degli ultimi anni. Mazzanti fra l’altro è a contratto solo con la federazione, sino al 2024, al contrario di questi altri 3 grandi ct.

Della finale per il bronzo, resta l’abbraccio di Monica De Gennaro, la veterana della compagnia, 35 anni, a Egonu. Lacrime per entrambe, dopo la semifinale avevano colpito quelle di Alessia Gennari, la meno impiegata. “Ci vorrebbe una bacinella, per raccogliere le lacrime di tutti”, sorride Mazzanti.

Nel frattempo un video scatena le redazioni e preoccupa gli appassionati di volley. E’ verticale, Paola Egonu parla con il procuratore, si guarda le mani, quelle mani d’oro, con cui attacca ogni pallone possibile, con forza e precisione. Nelle partite importanti sparacchia fuori o lungo, dovrebbe affinare la tecnica, variare un po’ il repertorio, i pallonetti le riescono bene, le traiettorie di potenza sono talvolta esagerate.

“Non puoi capire, non puoi capire. Mi hanno chiesto perché sono italiana… Questa è l’ultima partita con la Nazionale”.

https://www.youtube.com/watch?v=j04_60Twwig

Dopo il punto della vittoria, messo a segno da Anna Danesi, l’opposta azzurra è rimasta a lungo in campo abbracciata ad altre compagne, subito dopo però ha corretto il tiro spiegando di essere “stanca” e volersi prendere “solo una pausa”

“Vorrei apprezzare ancora di più quello che faccio, resta una cosa bellissima”.

In serata la precisazione, a Sky. “Ogni volta vengo presa di mira, fa male essere attaccata perché io ci metto sempre il cuore e non manco mai di rispetto”.

A Sky, spiega. “Vorrei avere un’estate libera per staccare -. Mi fa ridere pensare di aver letto persone che mi hanno chiesto perché sono italiana. Mi chiedo perché io rappresento persone del genere”.

In questo ha ragione, accade a tanti campioni di origine straniera, anche molto meno forti di lei.

Ancora Egonu. “Sono fiera della squadra, del gruppo, di me stessa perché oggi non era facile scendere in campo -. È sempre un onore portare la maglia azzurra, vorrei tanto avere un’estate libera per riposare come persona e per la testa. È brutto da dire, non vorrei togliere meriti o rispetto alle mie compagne, ma quella presa di mira sono sempre io. Si va sempre a vedere come io ho sbagliato, come io potevo fare meglio. Non so quand’è iniziata tutta questa stanchezza”.

Accade a decine di sportivi, il rigetto, la voglia di staccare. Tanti sono troppo sotto pressione.

“Ovviamente la nazionale è bellissima, mi prendo sempre il peso e da quando sono in nazionale il risultato l’abbiamo sempre fatto. Ringrazio sempre le mie compagne con cui abbiamo fatto questo lavoro ma quando poi avviene la parte negativa e si perde… Io ci metto l’anima, ci metto il cuore, non manco mai di rispetto a nessuno e fa male leggere quelle cose”.

A 23 anni è normale avere questa sensibilità. Lei adesso si consolerà con l’amica di sempre, Giuditta Lualdi, con cui va anche in discoteca. E’ già finita la storia con Michael Filip, polacco, che gioca in Turchia. E’ durata solo da fine luglio. Lei stessa si era dichiarata single alla Domenica Sportiva, su Rai2. E poi ha parlato solo con Sky. Questo dispiace, soprattutto a La Gazzetta dello Sport, presente dalla seconda fase, in Olanda, e poi a Repubblica, che si è aggiunta dai quarti, e a La Stampa, dalla semifinale. E soprattutto loro hanno scatenato il toto ct. Sabato sera, certo, è passata in mixed zone per precisare se resta in nazionale, c’erano la federvolley e Repubblica. Non la Gazzetta, dal momento che ne aveva attaccato un giornalista, facendo il nome nell’intervista a Sky. Che poi da domenica non ne ha più riproposto quel brano.

E sabato sera a oggi hanno commentato la vicenda un po’ tutti i quotidiani, compresi La Verità e Il Fatto, Il Foglio e persino Il Quotidiano del sud.

Noi abbiamo chiesto un commento al presidente mondiale di Fivb Ari Graca, la risposta è arrivata dall’ufficio stampa, a nome della federazione mondiale e di Volleyballworld organizzatori dei mondiali, su Egonu. “Paola Egonu è ammirata da milioni di fan in tutto il mondo. Ha indossato la maglia della sua nazionale italiana con dedizione regalando prestazioni atletiche incredibili che l’hanno resa una delle migliori giocatrici di questo sport. Mentre la selezione dei giocatori della Nazionale è responsabilità della Federazione Italiana Pallavolo, ci auguriamo che Paola decida di continuare la sua carriera di successo nella Nazionale italiana e di emozionare i suoi numerosi tifosi in tutto il mondo”.

Vanni Zagnoli (foto tratta da corriere.it)

Tags: il caso Egonu e il ct Mazzanti in discussione, Volley femminile. Il bronzo mondiale

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Nota sull’autore: Vanni Zagnoli

Classe 1971, di Reggio Emilia, dal ’90 solo giornalista. Mai un contratto, esclusi due mesi a Il Giornale; professionista dal ’99. Il curriculum è infinito, condiviso con la moglie Silvia Gilioli, pubblicista. Pubblicarono ovunque, esclusi sui quotidiani economici e sui più recenti. Dal 2014 editano vannizagnoli.it, le proposte alle redazioni e l'integralità degli articoli usciti. Vanni punta su youtube, a tanti non piace che intervisti o anche solo riprendere persone. Ha fatto tv (da ospite) e radio, pezzi per settimanali. Ha scritto di quasi tutti gli sport. Ama approfondire, i videoracconti sono videobiografie. Nell’aprile 2018 gli hanno chiuso un canale youtube, sennò sarebbe a 15 milioni di visualizzazioni e a 15mila iscritti. Lavora da casa, sdraiato sul letto, per molte ore da solo, anche per questo ama le note vocali notturne e infinite.

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