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Tennis

Generazione Cecchinato: esempio di progresso e continuità. Per la stella Fognini e per i giovani… 

Da Vincenzo Martucci 23/07/2018

La semifinale del Roland Garros spinge il palermitano a Umago al secondo titolo della stagione e della carriera: per l’Italia storica doppietta nello stesso giorno, grazie al “nuovo Fabio” mai così costante e vincente, che fa il bis 2018, aggiudicandosi Bastad 

Eureka! La sensazione era giusta: il tennis maschile italiano sta vivendo una nuova primavera e promette ancora molto di più. E’ davvero “generazione Cecchinato”, come si augurava Massimo Sartori. Che ha gettato il seme del filone allenando prima come giocatore e poi come coach Simone Vagnozzi, cui ha affidato l’allievo Cecchinato. L’esempio del siciliano, che a 17 anni ha lasciato la sua terra per trasferirsi a Caldaro, sotto i monti, per seguire il sogno tennis è troppo luminoso per non accendere la fantasia, e la competitività, di tutti. Più in alto, in Fabio Fognini, sempre più capace di raddrizzare i momenti di autolesionistica frustrazione, che si tira dietro il redivivo Simone Bolelli e magari anche qualche altro acuto di Paolo Lorenzi ed Andreas Seppi, e più indietro in Matteo Berrettini, e nei vari Sonego, Quinzi, Donati, Baldi, Napolitano, Moroni, Mager, Pellegrino, nei babies Musetti e Nardi, e nei volitivi Fabbiano e Travaglia.
   E’ un’italia con punte di talento, ma soprattutto capace di continuità, di solidità, di conferma. Così dicono le statistiche che impazzano dopo la memorabile domenica con Fognini che conquista Bastad e Cecchinato che s’impone a Umago. E’ l’ottava doppietta azzurra a livello ATP-WTA. L’ultima dal 23-24 luglio 2006, quando Paolo Lorenzi vinse a Kitzbuhel (il sabato) il primo titolo sul circuito maggiore (6-3 6-4 al georgiano Basilashvili) e Fabio Fognini fece festa a Umago (la domenica, battendo per 6-4 6-1 Martin) firmando il quarto titolo. Quella era anche la prima doppietta azzurra tutta al maschile era Open, la settima in totale a livello ATP-WTA (dopo quelle del circuito Wct, parallelo un tempo a quello Atp, di Corrado Barazzutti e Paolo Bertolucci, nel 1976 e nel 1977). Questo fine settimana, si è confezionato un altro record: era dal 1977 che il tennis maschile azzurro non conquistava quattro titoli nella stessa stagione, 2 Fognini (San Paolo, Bastad), 2 Cecchinato (Budapest, Umago), riportando l’Italia così avanti nella classifica mondiale Atp con due rappresentanti, il ligure al numero 14 e il palermitano al 22, ancor meglio nella Race (che somma tutti i risultati della stagione) con Fognini 12 e Cecchinato 10, una situazione che non si era mai verificata, che apre prospettive impensabili in prospettiva Masters di Londra coi migliori 8 del mondo.
   Nei due tornei di categoria “250” conclusi domenica, Fognini spicca per i successi contro Verdasco in semifinale e Gasquet in finale, contro due avversari di rango, anche se un po’ avanti nell’età. E spicca anche perché, dopo aver staccato Paolo Bertolucci a quota 6,  insegue il record di 10 titoli Atp di Adriano Panatta. Cecchinato brilla per la perentorietà con cui spegne le velleità del compagno di scuderia – l’italianissima Lotto – Pella in finale. Fabio ha siglato il settimo torneo Atp, tutti sulla prediletta terra rossa, ma anche la vittoria numero 31 nei 45 match disputati nel 2018, statistica significativa sull’equilibrio e la continuità raggiunta dal 31enne. Che, a questo punto della stagione, è già ad appena cinque successi dal record personale di tutta la stagione, del 2017, col bilancio di 36-23.
   Ancor più eclatanti i risultati stagionali del 25enne Cecchinato che, fino a gennaio, aveva vinto appena quattro partite Atp, e invece festeggia il secondo titolo dopo Budapest, passando di record in record in classifica: dopo aver abbattuto a marzo il muro dei “top 100”, dopo la semifinale del Roland Garros ha infranto quello dei “top 70” e sale ora al 22, con pochissimi punti Atp da difendere. In attesa della nuova sfida sul cemento.

 

VINCENZO MARTUCCI
Tags: cecchinato, Fognini, vittoria, vittoria umago 2018

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Nota sull’autore: Vincenzo Martucci

Napoletano, 34 anni alla Gazzetta dello Sport, inviato in 8 Olimpiadi, dall’85, ha seguito 86 Slam e 23 finali Davis di tennis, più 2 Ryder Cup, 2 Masters, 2 British Open e 10 open d’Italia di golf. Già telecronista per la tv svizzera Rsi; Premio Bookman Excellence.

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