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Tennis

Sinner Musetti quarto di nobiltà agli Us Open

Da Vincenzo Martucci 03/09/2025

Forse è anche troppo bello ed eccitante questo Sinner-Musetti che si reciterà intorno alle 3 di notte italiana agli US Open, il primo derby italiano nei quarti Slam (in chiaro su SupertennisTv). Peraltro sul cemento, una superficie un temp avara per le racchette mostrane allevate sulla terra rossa. Su quei campi, dalla semifinale di Corrado Barazzutti al Roland Garros nel 1978, il movimento aveva dovuto aspettare 40 anni per riviverne un’altra con Marco Cecchinato. Ma poi la modernizzazione del tennis, lanciata dalla nuova FITP di Angelo Binaghi, con la crescita del servizio e dell’attitudine offensiva, ha portato risultati straordinari pure sul duro. Così avremo sicuramente una quarta semifinale a New York. Dopo Barazzutti nel 1977 (ma sulla terra verde), nel 2019, ben 42 anni dopo, c’era riuscito Matteo Berrettini, l’anno scorso Jannik e ora ce la farà il vincente di Sinner-Musetti. Nell’anno di grazia di almeno due italiani nei quarti in tutti gli Slam.

FAVORITO

Sulla carta, il 24enne altoatesino, imbattuto da 25 partite sul cemento negli Slam, all’ottavo quarto di finale consecutivo nei Majors, è favorito sul 23enne toscano. Col suo gioco veloce ed asfissiante da fondo campo, il Profeta dai capelli rossi che ha sfatato tutti i tabù italici, imponendosi anche sull’erba di Wimbledon e collezionando due Australian Open e un US Open sul duro, da ormai 65 settimane numero 1 del mondo, ha statistiche troppo più importanti ed esperienza specifica e soprattutto prove mentali nei grandi tornei e contro i grandi avversari da mettere sul piatto della bilancia contro “Muso”. Che ha disciplinato il suo gioco champagne dal luglio dell’anno scorso con le semifinali di Wimbledon evolvendosi da artista della terra rossa a campione universale fino a salire al numero 6 del mondo (oggi 10), richiamando alla memoria le sensazioni e le modalità di esecuzione sul cemento dove, da junior, aveva costruito il numero 1 mondiale di categoria con la finale agli US Open e il titolo a Melbourne. Forzandosi a entrare decisamente dentro il campo per sfruttare al meglio dritto e rovescio a una mano. Che, a tratti, ricordano il suo idolo, Roger Federer, lasciando fermo qualsiasi avversario. Perfezionando quindi, ora, sempre più, servizio e risposta.

RIVALITA’

“Lori”, come lo chiamano in famiglia, è maturato all’improvviso con l’arrivo, l’anno scorso, del primo figlio, Ludovico. Ma, sotto sotto – forte della fantasia e della imprevedibilità, la kriptonite per il numero 1 del mondo -, ha sempre covato una sana rivalità col formidabile capoclasse, tanto più precoce, “di testa”, sin dal maggio 2019 nelle pre-qualificazioni degli Internazionali d’Italia di Roma che Jannik si aggiudicò per 6-7 7-6 6-3 dopo aver annullato un match point. Poi, nei due confronti sull’ATP Tour, sul cemento indoor ad Anversa 2021 e sulla terra di Montecarlo due anni fa, s’è imposto per due set a zero. Facendo valere le sue ben note qualità che, ha riproposto nei momenti di difficoltà a Shapovalov, con la sua leggendaria resilienza, e a Bublik, lunedì, strappandogli subito anche l’anima insieme al servizio che non aveva ancora perso in tre match. E lanciando un monito importante insieme al 6-1 6-1 6-1 contro uno dei più in forma. Che, spremuto dai 5 set contro Paul,  dopo averlo definito una volta “non umano”, stavolta l’ha chiamato “IA”, intelligenza artificiale.

GRANDE BELLEZZA

Oltre all’attitudine al lavoro per raggiungere sempre nuovi miglioramenti e quindi risultati, questo fantastico Rinascimento italiano sbandiera anche comportamenti de lux. Al di là di qualche svirgolata del toscanaccio di Carrara. Così, Jannik recita convinto: “Sarà bellissimo per fan italiani, è un momento straordinario del nostro tennis, abbiamo grandi giocatori, ognuno con il suo stile e Lorenzo è uno dei più grandi talenti. Mi piacciono queste sfide ed è fantastico per il tennis italiano che ci sia un italiano sicuro in semifinale di uno Slam. Ora sembra normale, ma non lo è”. E Lorenzo il Magnifico, dopo mia prova convincente, di testa, contro la “bestia nera” Munar,  gli risponde: “E’ un orgoglio per noi tutti. A livello di ambizione vorrei provare a battere il miglior giocatore del mondo: è la sfida più grande che il nostro sport possa offrire oggi. E’ un grande campione, conosce benissimo queste condizioni ma la pressione sarà più dalla sua parte”.

Entrambe sono imbattuti nei 4 derby azzurri negli Slam. Entrambe faranno comunque vincere l’Italia.

Vincenzo Martucci (testo e foto tratta dal messaggero del 3 settembre del 2025)

 

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Nota sull’autore: Vincenzo Martucci

Napoletano, 34 anni alla Gazzetta dello Sport, inviato in 8 Olimpiadi, dall’85, ha seguito 86 Slam e 23 finali Davis di tennis, più 2 Ryder Cup, 2 Masters, 2 British Open e 10 open d’Italia di golf. Già telecronista per la tv svizzera Rsi; Premio Bookman Excellence.

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