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Sport

Scuola e sport giovanile, abbiamo bisogno di insegnare a insegnare!

Da Maurizio Mondoni 07/02/2022

Attenzione, abbiamo bisogno che chi sale in cattedra abbiamo una adeguata formazione proprio all'insegnamento. Altrimenti, se non formiamo gli istruttori, siamo messi male coi nostri giovani...

In un mondo della scuola e in un mondo dello sport a livello giovanile, che
potremmo definire “variegato” per usare un eufemismo, la cura e
l’attenzione alla categoria degli Insegnanti e degli Istruttori, presentano
palesi criticità in riferimento a due aspetti salienti:
– la formazione iniziale e quella successiva;
– i criteri e le modalità di reclutamento.

NELLA SCUOLA
Nella scuola l’assegnazione annuale delle cattedre, è uno spettacolo che
non è né divertente né coinvolgente. Non è un problema riferibile al
singolo Insegnante, semmai è riferito alle coordinate all’interno delle
quali l’Insegnante si struttura professionalmente  e  al sistema che gli
consente di inserirsi stabilmente nel mondo della scuola, con un “bagaglio
di esperienza” talvolta troppo esiguo e  spesso inadeguato (non basta
essere laureato per insegnare!), portandolo di fatto  anche a  credere che
la conquista del “posto fisso”, equivalga ad essersi ritagliato una “confort
zone”  dalla quale, a meno che non incontri nel suo cammino qualche
Dirigente particolarmente esigente, non perderà più il posto.
Siamo evidentemente di fronte ad un sistema che non funziona e non
basta dirlo, occorre cambiare!
La Commissione Europea , nella Relazione di monitoraggio del settore
dell’istruzione e della formazione 2019, al cap. 3 “Focus sugli Insegnanti”,
fotografa in maniera impietosa la realtà del nostro Paese:
– l’Italia ha il “corpo docente” più anziano dell’UE;
– le procedure di selezione e di assunzione degli Insegnanti, anche se
modificate nell’ultimo decennio, non sono riuscite a garantire
un’offerta sicura alla scuola di Insegnanti qualificati e competenti;
– le limitate prospettive di carriera, unite a stipendi relativamente
bassi rispetto a quelli di altri Paesi e di altre professioni, rendono
difficile “attrarre” nella scuola i laureati più qualificati;

– vi sono “carenze di Insegnanti” in alcune materie e un’offerta
eccessiva in altre.
Una scuola così non la costruisce né il singolo Insegnante né il singolo
Dirigente, una scuola così la costruisce una comunità: abbiamo bisogno di
“docenti imperfetti”, di docenti con un alto profilo professionale dal
punto di vista pedagogico, riflessivo, progettuale e relazionale. Non ci
servono sanatorie né “immissioni selvagge” che svuotano graduatorie ma
non riempiono di nuova energia le nostre scuole.

NELLO SPORT
Nel mondo dello sport a livello giovanile, molte Federazioni Sportive
Nazionali organizzano corsi di formazione, finalizzati a “rilasciare” le
tessere di Istruttore di 1°-2° e 3° livello, concedendo, a chi ne è in
possesso, di istruire e allenare i bambini, i ragazzi e i giovani.
Nei suddetti corsi spesso non esistono tematiche relative alla
comunicazione, alla gestione del “gruppo dei pari”, all’empatia, ai
Neuroni Specchio, a come si corregge l’errore, che cos’è il carico fisico,
quali sono alle leggi dell’apprendimento e dell’accrescimento.
Molti Formatori non sono all’altezza, non formano, indottrinano
solamente, le lezioni sono spesso frontali, poco stimolanti e motivanti,
presentano molti esercizi (didatticismo!) senza spiegarne il perché,
quando e come devono essere eseguiti e che effetti producono, le
valutazioni finali non sono sommative e spesso sono “a pancia”.
E’ un sistema che non paga, è obsoleto e non tiene conto che ogni anno
cambiano i metodi di insegnamento e di allenamento e purtroppo ….. se
un Istruttore per 2-3 anni non rinnova la tessera, basta che paghi “la
mora” e può tranquillamente continuare a “pensare di insegnare”, senza
partecipare ai corsi di aggiornamento.
Nello sport, in special modo a livello giovanile, abbiamo bisogno di
Istruttori competenti, empatici, che educano, che insegnano attraverso la
didattica e non attraverso il didatticismo, che capiscono i bambini, i
giovani e gli adolescenti: bisogna cambiare e “voltare pagina”!

CONCLUSIONI 
Abbiamo un urgente bisogno che ci si prenda cura (vero MIUR, vero
Federazioni, vero C.O.N.I. ?????) della formazione degli Insegnanti e degli
Istruttori, offrendo loro “grandi e innovative” opportunità, ma adottando
anche un giusto rigore per formare queste figure che hanno enormi
responsabilità, e quindi ………… diamoci da fare per “mettere in atto” una
formazione costante, moderna e articolata in modo duttile e laboratoriale
e condotta da Tutor e Formatori autorevoli.
“Insegnare a insegnare”: questo dovrebbe essere il MANTRA!

Tags: scuola, sport

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Nota sull’autore: Maurizio Mondoni

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