“Massimo Podenzana è soltanto un papa di transizione”. E’ questa la voce che emerge il 31 maggio 1988 all’interno del Giro d’Italia che continua la propria risalita toccando le terre del corridore ligure. La nona tappa è infatti quella che transita per Ceparana, piccola frazione di Bolano (La Spezia) dove il corridore dell’Atala è cresciuto e dove transita davanti ai propri tifosi eccezionalmente in maglia rosa.
L’atleta ligure si è preso il simbolo del primato sei giorni prima vincendo la semitappa che portava da Vasto a Rodi Gargano strappandola al francese Jean-François Bernard (Toshiba), ben contento di evitare gli sforzi richiesti al leader della classifica. Lo stesso vale anche per Roberto Visentini e Urs Zimmermann (Carrera Jeans-Vagabond) e Pedro Delgado (Reynolds), ben felici di lasciare l’incombenza a qualcun altro.
Podenzana non si fa però spaventare ed è piuttosto ben felice di portare quel simbolo sognato da molti per quasi una settimana, lì dove è cresciuto. Massimo è di fatto ormai diventato quasi una star tanto che a Forte dei Marmi, i metalmeccanici in sciopero fanno spuntare uno striscione con scritto: “W Podenzana, abbasso il governo”.
Nonostante sia una sorta di “tappa di trasferimento”, c’è tempo anche per qualche screzio in gruppo come dimostrato dall’allungo nei pressi di Chianciano proprio di Bernard, scattato per circa tre chilometri. Il tutto basta per scatenare una certa frenesia in gruppo con Delgado che corre subito ai ripari, mentre Visentini e Zimmermann litigano su chi dovrebbe essere il capitano della Carrera.
Una volta rientrato il piccolo screzio c’è spazio per i velocisti e questa volta non tocca a Guido Bontempi (Carrera Jeans – Vagabond), mattatore di questo Giro, ma ad Alessio Di Basco (Fanini), pistoiese più volte piazzato nel corso della Corsa Rosa e alla ricerca del primo acuto in carriera.
A Marina di Massa tocca a lui che fa più parlare per il suo look (codino al vento e orecchino di diamanti ben in vista) che per le prestazioni. Conta di più che sia il figlio di un industriale e che sia fidanzato con una laureanda ad Harvard che abbia vinto al Giro d’Italia. Poco importa se ha anticipato Bontempi e Urs Freuler (Panasonic-Isostar), per quello ci sarà tempo un’altra volta.
