Chi vincerà il Giro d’Italia 1975? Sicuramente non Eddy Merckx e Francesco Moser che non sono partiti da Milano, nemmeno Giovanni Battaglin (Jollj Ceramica) che ha dovuto lasciare spazio al gregario Fausto Bertoglio.
Proprio lo scalatore bresciano si ritrova al via della ventesima tappa da Pordenone al comando della classifica generale con pochi secondi su Francisco Galdós, destinato a sostituire José Manuel Fuente alla guida della KAS-Kaskol. Potrebbe vincerlo Gianbattista Baronchelli (Scic), secondo l’anno precedente, ma apparso più in difficoltà quest’anno per cui il tappone che porta ad Alleghe è l’ultima occasione per far ricredere tecnici e tifosi.
La corsa parte però con una lunga fuga di Giancarlo Polidori (Furzi) e Alberto Caiumi (Zonca-Santini) che superano il Monte Bondone e la Forcella di Staulanza con oltre cinque minuti di vantaggio sul gruppo maglia rosa con i big che si controllano, mentre nel mezzo rimangono gli spagnoli Andrés Oliva e Vicente Lopez Carril, teste di ponte della Kas-Kaskol in caso di attacco di Galdos.
Si arriva così alla Marmolada con Baronchelli che prova ad allungare nel tratto più duro di Malga Ciapela, ma viene immediatamente raggiunto da Bertoglio, prontamente seguito da Costantino Conti (Furzi) che fa rientrare gli altri big. In cima al Passo Fedaia Polidori rimane davanti con 1’50” sul duo spagnolo e 2’40” sulla maglia rosa.
In discesa Conti rientra su Oliva e Lopez Carril, mentre Polidori si prepara ad affrontare il Pordoi in solitaria, ma il marchigiano ha i minuti contati. Dietro si scatena Galdos che, piano piano, riprende tutti. Bertoglio rimane agganciato a Baronchelli, ma quando parte al contrattacco Roger De Vlaeminck (Brooklyn) il bresciano rimane attaccato insieme a Felice Gimondi (Bianchi-Campagnolo), mentre il bergamasco crolla.
In vetta Galdos passa con trenta secondi su Conti e De Vlaeminck, mentre gli altri sono 1’20”. Il belga si lancia in discesa e va a riprendere i battistrada, mentre Bertoglio fatica a tenere le ruote di Gimondi inseguendolo per dieci chilometri.
Ad Alleghe “Monsieur Roubaix” conquista il settimo successo in quel Giro risalendo al quinto posto in classifica generale, mentre Conti si prende il secondo posto davanti a Galdos che guadagna secondi su Bertoglio al quale rimangono solo quarantuno secondi. Manca solo il tappone dello Stelvio e tutto sembra a favore dell’iberico.
