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Tennis

Sinner cambia super-coach: Norman può essere meglio di Cahill

Da Vincenzo Martucci 07/11/2026

Il Profeta dai capelli rossi ufficializza il passaggio di testimone fra l'australiano che l'ha seguito dal 2022 allo svedese, già 2 del mondoo, finalista a Parigi e campione a Roma che ha rivoluzionato la carriera di Wawrinka

Jannik Sinner e Magnus Norman sembrano fatti per
stare insieme e il loro matrimonio, dopo qualche
giorno di full immersione a Montecarlo, è diventato
cosa fatta, ineluttabile come l’attrazione degli italiani –
e di un altoatesino in particolare – per gli svedesi, e
viceversa. Schivi, timidi, silenziosi, pacati, umili,
lavoratori, concreti, orgogliosi e testardi, i due
notissimi personaggi del tennis mondiale lanciano
così “Sinner II, il ritorno”, opera prima di una saga
Marvel col tutto esaurito già assicurato al botteghino,
dal 27 dicembre. Quando il Profeta dai capelli rossi si
ripresenterà in campo ai Six Kings Slam di Riad, sulla
strada degli Australian Open di gennaio.

DOPPIA SFIDA
Campione e super-coach doc rilanciano. L’ex numero
1 detronizzato lunedì, dopo 95 settimane, dalla
tendinite al ginocchio destro e dai misteriosi black out
più che materialmente da Sascha Zverev, vuole
decisamente riaprire, da quota 5, la corsa agli Slam
con una programmazione più oculata di quella d’inizio
stagione, coi famigerati 5 Masters 1000 vinti di fila,
inclusi gli Internazionali d’Italia replicando finalmente
Adriano Panatta 1976. L’ex guida di Stan Wawrinka
desidera fortissimamente migliorare i risultati con Stan
Wawrinka, con 3 Majors su altrettante superfici, unica
alternativa ai Fab Four. Ma entrambe nutrono un
sogno che parte dalla mente e, attraverso il fisico e il
gioco, si materializzi nel tennista più formidabile di
sempre. Partendo dai numeri straordinari del
campione strappato allo sci e dalle qualità superiori,

da atleta e da coach, di Norman rispetto a Cahill.
Magnus, con uno stile simile a Jannik, è stato 2 del
mondo nel 2000, battuto in finale al Roland Garros da
Guga Kuerten che aveva superato nella finale di
Roma, ha una specificità sulla terra rossa e quindi una
chiave in più per lo Slam rosso, l’unico ancora tabù
per Sinner. Da allenatore, ha realizzato un’impresa
ancor maggiore di Cahill, perché Wawrinka e poi bum
bum Soderling non erano certo paragonabili ad
Agassi, Hewitt, Murray ed Halep. Evidenziando
capacità da psicologo indispensabili per le sfide
mentali di Jannik, che gira pagina come nel 2022; a
febbraio, con l’addio a Riccardo Piatti legandosi a
coach Simone Vagnozzi e a giugno con Cahill super-
coach.

AMICO DARREN
In un video social Sinner ha salutato Cahill: “Quando
abbiamo iniziato a lavorare insieme, ero solo un
giovane ragazzo italiano magro con tante domande.
Non mi hai mai dato tutte le risposte. Mi hai aiutato a
trovarle da solo. Sei arrivato come uno dei miei
allenatori. Molto presto sei diventato molto di più.
Qualcuno di cui potermi fidare, qualcuno su cui poter
contare, un amico”. Con replica commossa di Darren,
che così si ritira con la famiglia nella sua Australia:
“Lavorare con Jannik è stato un onore e un privilegio
speciale. E’ un giovane straordinario, un campione
umile e dedito al lavoro, di cui tutti noi siamo
incredibilmente orgogliosi. Allenare un ragazzo come
lui è stata un’esperienza indimenticabile”.

MENTALITA’
Via Instagram, Norman ha puntualizzato: “Nutro un
enorme rispetto per l’incredibile lavoro che Cahill e
l’intero team hanno svolto con Jannik negli anni. Mi
sento privilegiato di avere l’opportunità di costruire su
ciò che hanno realizzato. Jannik è già uno dei migliori
giocatori al mondo, ma ciò che mi entusiasma di più è
la sua personalità e la sua mentalità. E’ ancora
giovane, molto umile e incredibilmente desideroso di
imparare e migliorarsi, nonostante tutto ciò che ha già
raggiunto: questo rende entusiasmante lavorare con
lui. Non vedo l’ora di far parte del team e di contribuire
alla sua continua crescita”.
Così Sinner riparte alla Magnus, grande, come
Norman.

 

Pubblicato su Il Messaggero il 7 novembre 2027

*foto ripresa da corriereadriatico.it

Tags: #janniksinner, #magnusnorman

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Nota sull’autore: Vincenzo Martucci

Napoletano, 34 anni alla Gazzetta dello Sport, inviato in 8 Olimpiadi, dall’85, ha seguito 86 Slam e 23 finali Davis di tennis, più 2 Ryder Cup, 2 Masters, 2 British Open e 10 open d’Italia di golf. Già telecronista per la tv svizzera Rsi; Premio Bookman Excellence.

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